PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/07/2025
Picconi di silenzio contro le mie stanze.
crollano le mie mura.

torri di pietra altrui
alte e possenti attorno.
il mio futuro negli astri
di uno schermo vuoto.

i pensieri scivolano da quelle crepe,
fuggono dalle mie mura infrante,
io resto solo macerie, e gatti randagi
rincorrono le lucertole
nell'erba accanto alla colonna abbattuta
di un sogno.

il nulla che son fatto il nulla attende.

il nulla
non tarderà.
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Il poeta si sente molto triste,le sue "mura" cadono, cioè non riesce più a reggere il peso dei pensieri o delle difficoltà. Intorno a lui ci sono "torri alte e forti", forse le altre persone che sembrano più sicure o felici, mentre lui si sente fragile.I suoi pensieri scappano via, come se non riuscisse più a controllarli, e resta solo con le "macerie", cioè i pezzi rotti di sé stesso. Intorno a lui ci sono solo animali randagi e natura selvaggia, come se il mondo fosse andato avanti, mentre il suo sogno è crollato come una colonna.Alla fine parla del "nulla", cioè del vuoto, come se non vedesse più speranza o futuro.Le immagini sono forti e poetiche, come se trasformasse la sua tristezza in un paesaggio da guardare e sentire.Bel testo anche se molto triste.Saluti.

il 21/07/2025 alle 14:10

Peccato che come accade ai tempi nostri, non c'è interesse a sedersi a un tavolo per la ricostruzione. La tua devastazione la devi riedificare dal nulla e scacciando il nulla.

il 21/07/2025 alle 21:14

grazie a entrambi per avere letto e per avere aggiunto un commento. Tendo a scrivere un po' come sfogo. Talvolta sembra che quello su cui si faceva affidamento fosse solo un inganno e, come dice Poe...sia bisogna ritirare su le cose da soli.

il 22/07/2025 alle 17:10

Dai, metticela tutta.

il 14/08/2025 alle 11:04