Il poeta si sente molto triste,le sue "mura" cadono, cioè non riesce più a reggere il peso dei pensieri o delle difficoltà. Intorno a lui ci sono "torri alte e forti", forse le altre persone che sembrano più sicure o felici, mentre lui si sente fragile.I suoi pensieri scappano via, come se non riuscisse più a controllarli, e resta solo con le "macerie", cioè i pezzi rotti di sé stesso. Intorno a lui ci sono solo animali randagi e natura selvaggia, come se il mondo fosse andato avanti, mentre il suo sogno è crollato come una colonna.Alla fine parla del "nulla", cioè del vuoto, come se non vedesse più speranza o futuro.Le immagini sono forti e poetiche, come se trasformasse la sua tristezza in un paesaggio da guardare e sentire.Bel testo anche se molto triste.Saluti.
Peccato che come accade ai tempi nostri, non c'è interesse a sedersi a un tavolo per la ricostruzione. La tua devastazione la devi riedificare dal nulla e scacciando il nulla.
grazie a entrambi per avere letto e per avere aggiunto un commento. Tendo a scrivere un po' come sfogo. Talvolta sembra che quello su cui si faceva affidamento fosse solo un inganno e, come dice Poe...sia bisogna ritirare su le cose da soli.