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Pubblicata il 19/07/2025
«Dottor Jung, molti pensano che il suo lavoro abbia conquistato soprattutto donne. Mi chiedo: la maggior parte dei suoi pazienti erano donne? Lei crede che le ferite e i temi che affrontano differiscano per sesso?»Jung sorride, quasi in anticipo sulla domanda:«In effetti, ho avuto principalmente pazienti donne. Anche negli scritti ho affermato che fu grazie a loro, così coscienziose e profonde, che ho potuto aprirmi a nuove strade in terapia.» «Donne formate e attente alle immagini interiori: i loro sogni, le loro emozioni e il loro intuito hanno forgiato buona parte del mio lavoro clinico.» Mi fissa ancora, con sguardo penetrante:«Molti uomini trovarono la mia persona travolgente, e ciò li intimoriva o li portava a fuggire. Le donne, invece, vi si avvicinavano più spontaneamente, trovando accoglienza in quel che per altri era minaccia.» Poi aggiunge con dolce fermezza:«Non è tanto il genere, quanto la predisposizione a esplorare l’inconscio che contava. Le donne di quel tempo erano culturalmente più inclini a riconoscere e onorare l’enigma interiore. Molti uomini consideravano tutto questo troppo magico, poco concreto.»
poi riflette:«Ma certamente molti uomini soffrivano ferite profonde. Solo che spesso evitavano la terapia finché il dolore non diventava insopportabile. La cultura della mascolinità,imponeva di sembrare forti, razionali. Così molti sopportavano silenziosamente, o agivano attraverso il corpo o comportamenti distruttivi, fino a arrivare a un punto di rottura.»
il treno avanza lento nella campagna. La luce comincia a cambiare — è un’ora sospesa, dove il giorno e la notte si osservano da lontano. Jung, seduto di fronte a me, ha appena finito di parlare delle donne che si sono affidate a lui.Poi, come se la mia domanda avesse aperto una porta, comincia a raccontare: «C’era una donna, una delle mie prime pazienti. Era giovane, raffinata, apparentemente forte. Ma sotto quella maschera portava una ferita profonda: il padre era morto quando lei aveva otto anni, e la madre, rigida, anaffettiva, l’aveva cresciuta come se l’amore fosse una debolezza.»
fa una pausa. Guarda fuori. Il paesaggio diventa più boscoso, ombroso.
«Aveva incubi ricorrenti. In uno di questi sognava sempre un uomo in una casa in fiamme, che le chiedeva aiuto, ma lei non riusciva mai ad avvicinarsi. Provava una terribile colpa, ma anche rabbia. In quel sogno, era il padre a bruciare. O forse l’immagine maschile dentro di lei che cercava salvezza.»«E cosa è successo?» chiedo sottovoce.«Le chiesi di disegnare il sogno. Di dare un volto a quell’uomo. Quando lo fece, scoppiò a piangere. Disse: “È come se fosse la parte di me che ho lasciato morire.”» Poi Jung aggiunge:«Con il tempo capì che non aveva mai pianto davvero per la morte del padre. Aveva solo costruito armature. La ferita non guariva perché non era mai stata accolta. Solo osservata da lontano, come un incidente che non le apparteneva.»
«E poi?» «Poi cominciò a scrivere. Scrisse lettere a suo padre, mai spedite, in cui diceva ciò che non aveva mai potuto dire. E un giorno, in sogno, l’uomo nella casa in fiamme le sorrise. Era ancora tra le fiamme, ma lei, stavolta, riusciva ad attraversarle.»
mi guarda, e dice piano:
«Non tutte le ferite spariscono. Ma quando impariamo a stare accanto a ciò che brucia, qualcosa dentro si trasforma. Non diventiamo più forti: diventiamo più veri.»Poi prese il suo taccuino e incominciò a scrivere.

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Non ho parole per definire quanto sia intellettualmente interessante, originale e creativo questo tuo incontro con persone che riesci ad arricchire il lororo già notevole spessore. A cui aggiungerei il tuo! Bravissima! Un abbraccio

il 19/07/2025 alle 07:47

L'evoluzione di Nin è impressionante! Stai diventando più Vera! Applausi infiniti! Saluti dal Sir

il 19/07/2025 alle 12:54

Ho pensato d'incontrare personaggi che ho sempre ammirato e che in qualche maniera mi hanno dato qualcosa.I personaggi sono sei, ma credo che dopo questo non ne posterò altri, li terrò nel mio cassetto.Grazie Ax, sei sempre gentile.Abbracci.

il 19/07/2025 alle 22:08

Grazie Sir, troppo buono! Abbracci.

il 19/07/2025 alle 22:11

Sei una bravissima scrittrice e i tuoi racconti di pregevole importanza. Complimenti davvero. Passa yna felice domenica. Baci.

il 20/07/2025 alle 00:00

Ninetta ho letto il tuo interessante racconto sull'incontro con Jung e l'ho trovato intelligente, coinvolgente e in un certo senso attuale . Ho letto anche che non proseguirai nella pubblicazioni degli altri 4 personaggi che idealmente incontri e fai parlare incalzati anche dalle tue domande profonde, si il modo di affrontare le cose del personaggio, ma ne mettono in luce i collegamenti con la lealtà di oggi e con problemi che magari tutti si pongono e che vengono chiarite dalle domande che rivolgi e dalle risposte che ''fai dare'' ai personaggi. Del tuo incontro con Jung mi ha colpita molto la disanima intelligente dell'epoca riguardo soprattutto il maschilismo imperante all'epoca ma che è evidente anche adesso . In certi ambienti , o in tutti c'è la tendenza a considerare gli uomini come immuni dai problemi che nascono dallo scontro tra anima e mente e soprattutto attribuzioni di ''qualità'' che sono tipicamente maschili . La cultura del ''non si dice'' ''non si fa'' , ''il passo indietro'' ha radici antiche ma sembrano rafforzarsi negli ultimi tempi . Di mamme anaffettive ne ho conosciute alcune e i disastri derivanti dall' ''amore è una forma di debolezza'' sono ancora molto evidenti. Insomma mi sembra che queste tue ''interviste'', a personaggi particolari sono importanti e potrebbero essere una forma per evidenziare l'anaffettività globale e la tendenza a considerare le donne non esseri pensanti ma ''minus habens'' da controllare nella loro isteria e incapacità di raziocino . Non so quanto lungo sarà questo commento perché questo computer non mi permette di ''controllarne'' né la lunghezza né il modo di scrittura. Ti dico solo bravissima! Ed è un peccato davvero che non pubblichi altri personaggi. Baci Eos

il 20/07/2025 alle 13:15

Cassiopea , ti ringrazio per il tuo bel commento.Abbracci.

il 20/07/2025 alle 19:28

Sicuramente eos,mi affascina il modo in cui lui parla del femminile, con rispetto, con ascolto. Come se ogni donna custodisse un mistero sacro, un sapere antico che solo l’amore e il simbolo possono avvicinare. Le sue parole non spiegano: aprono. Non indicano la strada: accendono una lanterna.Anche quando parla degli uomini lo fa in maniera sottile,discreta ma intensa.Ho voluto postare questo testo perchè gli argomenti sono sempre attuali ...Grazie eos della tua presenza e del bel commento, baci.

il 20/07/2025 alle 20:35