Il toccante ricordo di un cane, Tartù, la cui presenza sembra ormai lontana ma mai dimenticata. Le “corse affannate” e i “silenzi sulle pietre di Combal” evocano momenti vissuti intensamente, fatti di movimento e di quiete. Il ritorno solitario di Tartu verso i monti suggerisce la sua assenza fisica, come se fosse andato “oltre”, ma il legame con il poeta rimane vivido attraverso lo sguardo e il gesto di tenere la coda, simbolo di affetto e fedeltà che trascende il tempo.Un ricordo tenero che non si dimentica.Io che ho avuto il cane per 17 anni, ti capisco...Bentornato Eriot!
Ciao rom, ciao ninetta. Ogni tanto passo di qua e mi fa piacere trovare vecchi amici/amiche. Sì Tartù è tornato tra le nostre amate montagne e scorrazza felice, aspettando me.
Quanto amore sa donarci un cane e quanto dolore, per noi, lasciarlo andare.
Grazie Miriam. "Lasciarlo andare" è uno dei momenti più dolorosi della vita. Essendo avanti con gli anni e avendo avuto sempre cani, ho dovuto attraversare più volte quel momento. Ma credo sinceramente che se venisse a mancare il padrone, il cane proverebbe un dolore ancora più intenso. Questa è la misura del loro amore.