Quel
gioco perverso,
le poltrone stinte,
giovani donne
si concedono
con aria fatale.
vezzose
facili prede,
labbra carnose
intorno
a rigidi uomini;
il continuo
"dai...dai..."
mi infastidisce
come
febbre infernale;
quei seni
palpitanti
dolci come
miele
brillano
come lucerne
sotto
luridi
soffitti.
la loro
bellezza
svanita
sciupata
com'è
del loro
sangue
in morte
nel dolore
e al nulla eterno...