PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 14/07/2025
Er Conte Tacchia,che l'avevino vestito come n'cardellino,
s'accomidò tra na matrona e quer Marchese co la puzza
e nil' mentre che li servi ossequiannolo je virsaveno der vino,
quarchidun'antro je passava la minestra drento a na tinozza,

er Conte che senza manco degnà a nissuno de n'sorriso
pijò er boccale der vino e si lo rovisciò sur vestito giallo
poi ner mentre che quarchiduno cercava de capì da quer viso
si era ammatito o era pe scherzà,er Conte prese er pollo,

si lo strofinò bene bene addosso e così puro cor maiale,
poi pijò la tinozza de minestra e si la rovisciò ner cappello.
gaurdarino tutti pe capì si ride o fà finta de sentisse male
co le matrone che s'annasconnevino quelle bocche da cavallo.

a quer punto er padron de casa che se ne era stato zitto...
"Conte Tacchia,cosa vi succede?Siete per caso impazzito?
o qualcosa quì sul tavolo non vi aggrada del nostro vitto?
ditemi di Grazia,c'è qualcosa che il Conte non ha gradito?"

"Eccellenza Illustrissima,nun'è a me che lo divete domannà,
io nun'ho toccato gnente,ma a stò vestito che porto iddosso.
a me alla porta manno cacciato via,è lui c'hanno fatto entrà,
si ciavevo fame,per me nun ce sarebbi stato manco n'osso!"

mariwal1948 Vi ho annoiato? Forse buona lettura...
  • Attualmente 3/5 meriti.
3,0/5 meriti (1 voti)

Non è una questione di annoiare o meno, caro Walter; la poesia è gradevole ma, non appena ne scrutò più di due consecutive, non ne colgo il senso!

il 15/07/2025 alle 11:33

ciao Sir, chiaramente ogni uno di noi ha sicuraente la sua opinione rispetto sicuramente il tuo pensiero ma, non credo che fosse possibile in una unica opera, assimilarne 5...A presto!

il 17/07/2025 alle 19:01

Mi arrendo

il 17/07/2025 alle 22:46