La poesia “La Parola d’Oro Giace su Silenzi Argentati” si distingue per un linguaggio ricco di metafore, simboli e immagini suggestive, capaci di evocare stati d’animo profondi e riflessioni sull’interiorità dell’autore. Fin dai primi versi, la fusione tra suono e luce (“Accordo i miei violini / con la frequenza radio / del Sole fiammeggiante”) costruisce una potente sinestesia, in cui elementi musicali e cosmici si intrecciano per rappresentare l’armonia tra il mondo interiore del poeta e l’universo. Il contrasto tra il Sole e le “nuvole nere” introduce un conflitto emotivo: la luce rappresenta la creatività e la vitalità, mentre le nuvole simboleggiano l’ombra dell’ispirazione o della malinconia. La “dolce ninna nanna” che “folgora” il poeta mostra un abbandono dolce ma anche potente, forse legato al sogno, alla memoria o all’amore.Nella seconda strofa, l’immaginario si fa ancora più onirico: il poeta si addormenta nei “campi di fragole”, immagine surreale che richiama un rifugio di bellezza e tenerezza. Qui si collocano i “sogni più belli”, ormai perduti o fermi nel tempo. La poesia sembra riflettere sul desiderio umano di lasciare un segno, una “leggenda rassicurante”, pur nella consapevolezza della caducità della vita: “destinata a morire con me”. La chiusa è intensa e intima: il poeta trova conforto in presenze affettive — una voce, un sorriso, uno sguardo — che diventano fonte di calore e persino di trasformazione, come indica il verso “uno sguardo che m’incendia”.Molto bella Ax.Abbracci!
Grazie Ninetta, non posso aggiungere niente al bel quadro che hai dipinto sui miei versi! Un abbraccio! Ax