Bellissimo ritratto di donna con il risalto delle sue qualità, dolce ma ferrea nelle sue scelte, volontà guerriera e desiderio di amore marciano insieme nei tuoi versi! Belli! Un abbraccio
Hai dipinto con la tua grazia l'universo donna e due cose mi hanno molto colpito. Fiorire tra le Spine a significare che le difficoltà rafforzano. E per contro piangere senza vergogna. Saper piangere è tanta umanità ... Non mi dilungo. Splendida traccia.
L'emancipazione della donna ha migliorato le cose. Purtroppo, al giorno d'oggi, in mezzo a posizioni di prestigio, che nobilitano e fortificano il carattere, l'universo femminile ha la sua fragilità; anche se penso le donne siano più forti dell'uomo, non solo nei più svariati campi lavorativi, ma anche negli affetti e nel tenere alto e forte il valore della competività e, in molti casi, della famiglia. Poi questi versi dicono la verità. PS: I femminicidi succedono perché l'uomo si sente inferiore alla donna, perché non -a differenza di lei- non è più capace di soffrire. Poesia veramente bella. Saluti.
per quanto mi riguarda, l'emancipazione dell'uomo mi ha portato a capire e collaborare, a casa mia nessuno è inferiore a nessun altro. dove così non è forse c'è da piangere. e poi "l'uomo" e "la donna" non sono tutti gli uomini e tutte le donne. generalizzare non aiuta. bisogna condannare chi abusa e chi non sa stare al mondo. se poi agisse da inferiore dovrebbe cominciare a mettersi al passo con chi è serio e determinato per una convivenza edificante che invece sta perdendo umanità.
Mi fa davvero piacere che tu abbia colto questo equilibrio: volevo proprio raccontare una femminilità che non si lascia incasellare, capace di amare con delicatezza ma anche di restare salda nelle proprie scelte. La dolcezza non è mai debolezza… è solo un’altra forma di forza.Grazie Ax per il tuo bel commento
P.s. Il mio secondo intervento era in risposta ad Empirika. Scusa, Ninetta. È un tuo spazio in coda ad una tua grande uscita. Oggi sono irrequieto e forse irruento. Scusatemi!
Cara Ninetta, le tue dolci composizioni e le tue attente analisi non meritano intromissioni. Da tempo voglio anche ringraziarti per la generosità con cui esprimi i tuoi apprezzamenti sulle mie tracce che ho l'onore siano lette. E generosa lo sei con tutti pet tua bontà.
Ho capito che era rivolto a Empirika, non devi giustificarti...questo spazio è di tutti,specie per il gentiluomo qual tu sei, da me non esistono giudizi negativi, tranquillo!Ne approfitto per ringraziarti per il bel commento.Mi commuove sapere che hai percepito l’immensità dell’“universo donna” che ho cercato di dipingere con grazia. Hai colto esattamente quel fiorire tra le spine: una metafora della resilienza, dell’abilità di trasformare le difficoltà in radici che ci rafforzano. Proprio come recita il proverbio, “non c’è rosa senza spine” — un simbolo che nella fragilità si nasconde la potenza di rinascere .E hai dato una lettura straordinaria anche al verso “piangere senza vergogna”: è un inno all’umanità, alla capacità di accogliere le proprie emozioni con dignità, senza timore di mostrarsi vulnerabili, perché in quel pianto si cela la vera grandezza del sentire.Ti abbraccio Poe...
Grazie Sir! sempre gradita la tua presenza e i tuoi appezzamenti .Abbracci da Nin.
Empirika.Grazie di cuore per le tue parole così intense e sincere. Hai colto in pieno lo spirito della poesia: la forza della donna non è solo nella sua capacità di resistere, ma anche nel modo in cui sa custodire, dare valore e trasformare la fragilità in coraggio. Hai detto bene: l’uomo a volte si sente perso davanti a quella forza così profonda, perché non sempre gli è stato insegnato a convivere con il dolore, a trasformarlo.È importante parlarne, come hai fatto tu, con rispetto e verità. Solo così, forse, riusciremo a costruire una società dove forza e sensibilità non siano più divise per genere, ma vissute come valori umani universali.Grazie ancora.
E' una notizia bellissima che sottolinea le qualità che tutte le donne dovrebbero avere ma che si scontrano spesso con l'ambiente culturale che le vede ancora appendice ... Insomma ,in certi ambienti ,''la colpa di essere donna '' ancora è molto evidente e ferisce ...Inoltre quello che ancora manca in molti ambienti , forse in tutti è la solidarietà femminile e a volte quello che eccede è la competizione spesso incomprensibili e feroce.La tua poesia è talmente bella che sarebbe da proporre in tutte le scuole di ogni ordine e grado . Baci Eos
Cara eos,hai colto in pieno lo spirito con cui ho scritto quella poesia: dare voce a una forza femminile spesso silenziosa, ma radicata, antica e luminosa. Hai ragione, essere donna è ancora — troppo spesso — una colpa da espiare agli occhi di una cultura che fatica a staccarsi da certi schemi.E quella mancanza di solidarietà tra donne, che tu hai sottolineato con tanta lucidità, è forse una delle ferite più dolorose. Eppure, proprio in commenti come il tuo sento che qualcosa può cambiare: che possiamo sostenerci, riconoscerci, costruire una rete nuova.Ti abbraccio!
Caro Sir intendevo i tuoi apprezzamenti... e non i tuoi appezzamenti(e le tue mappe catastali).Sto pure ridendo...
Cara Ninetta,l'otto luglio,essere donna in due pezzi,e' alzarsi dalla sdraio di mamma,aprire lo spogliatoio 8,della famiglia a fianco,cercare il gilet del cadavere e inserir nella tasca sinistra lo schema di domenica quiz,purche' si soggiorni ad Haiti!
Caro Sergio ,l'otto luglio non pubblicavo dal mare...Giocare con il nonsense è divertente, ma la mia poesia racconta qualcosa di più chiaro. Grazie comunque per aver letto!Saluti.