Il poeta, ci mostra come la morte non riguardi solo le persone, ma anche le cose di ogni giorno: il giorno e la notte, le emozioni, gli ideali, gli alberi, le stagioni, persino le auto e i tramonti. Tutto finisce, tutto cambia. Anche i sentimenti più forti, come l’amore o la rabbia, prima o poi si trasformano o spariscono.La poesia usa un ritmo ripetitivo, con la parola “muore” che ritorna spesso, quasi come un martello che ci fa riflettere su quanto tutto sia destinato a finire. Ma non c’è solo tristezza in questi versi: verso la fine, l’autore ci fa capire che se non ci fosse la morte, non ci sarebbe nemmeno la nascita. È un pensiero molto profondo: solo perché le cose finiscono, possono iniziarne di nuove. Il messaggio, quindi, è che non dobbiamo avere paura della fine, perché fa parte della vita stessa. E se tutto muore, tutto può anche rinascere, cambiare, essere reinventato. La poesia ci invita ad accettare il ciclo della vita con più consapevolezza e forse anche con un po’ di saggezza.Molto bella, saluti.