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Pubblicata il 05/07/2025
Prolegomeni di un’Ontologia al Miele

Pagode di lune addormentate
fluttuano nella semi incoscienza
di stati dell’essere sovrapposti,
nella mente aperta da un bacio
di luce, scoccato mille anni fa
dalla nube di Oort, culla di comete,
di sogni e desideri primordiali.

Si muove suadente l’archetto
sulle corde tese di un violoncello
dai lunghi capelli neri e bocca corallo,
mentre il timpano del cuore impazzito
vibra, facendo tremare i vetri affumicati
dal rogo di una passione miagolata,
fino al magico tetto di Savile Row.

Non lasciarmi cadere,
torna indietro,
Michelle!
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La parola “prolegomeni” viene dal greco prolegómena, “cose dette prima”. In filosofia, è usata per indicare una introduzione preliminare e necessaria a un sistema di pensiero. Il più noto è il Prolegomeni a ogni futura metafisica di Kant. Nel tuo titolo, Prolegomeni di un’Ontologia al Miele, si gioca con questa serietà filosofica ma la si trasforma. Non si tratta qui di preparare una metafisica razionale, ma di introdurre — poeticamente — un’ontologia dolce, sensuale, affettiva, dove l’essere si misura non in concetti astratti ma in immagini, emozioni, ricordi, desideri: un’essenza del mondo colta con il cuore e con la pelle. Il “miele” diventa simbolo della sostanza con cui è fatto questo essere poetico: vischioso, dolce, primordiale.La chiusa è bellissima, è un grido lirico, un ritorno all’intimo, all’umano: “Non lasciarmi cadere, torna indietro, Michelle!” Qui, forse, tutto l’universo evocato finora si restringe fino a diventare supplica amorosa, nostalgia, richiamo. Michelle potrebbe essere la donna amata, oppure un simbolo più ampio: della bellezza perduta, della giovinezza, di un ideale di amore e armonia fuggito nel tempo. L’ontologia al miele è un modo per dire che siamo fatti di sogni, suoni, amore e lontananze stellari.Emozionante come sempre,Abbracci Ax.

il 06/07/2025 alle 09:33

La vedo come un ripercorrere la storia delle tue passioni che assume un vero e proprio esempio di trattato, all'origine ''galeotta'' fu la nube di Oort nella quale hai riposto sogni e desideri primordiali , in modo che non si cancellino ma si tengono in un certo senso '' da parte'' ad esprimere il tuo principio (nel senso inizio che è quello che è diventata una vera e propria dottrina per te); dalla bocca corallo ed i capelli neri , che emerge dal ricordo come primo ricordo che richiami in musica fino al ''magico tetto sul quale i Beatles improvvisarono il loro ultimo concerto dal vivo e che tu visiti assieme a ''Michelle'', una delle protagoniste delle loro canzoni . Ad un certo punto Michelle si allontana e tu hai paura di precipitare dal tetto perché indugi alla memoria e alle tante eroine protagoniste delle canzoni dei Beatles . Ma Michelle non ti lascerà cadere , tu resterai comunque ancorato strettamente al tuo cuore e alla sua ricchezza . Spero di essermi espressa bene ; Questa poesia è molto interessante ed è bello ripercorrere con te le origini della tua dottrina . Piaciuta Eos

il 06/07/2025 alle 11:53

Grazie Ninetta, dotta dissertazione sul titolo che hai ben sviscerato in una mia ricreazione manipolatrice e azzardata sulla presentazione della poesia, di cui hai analizzato benissimo i vari momenti, come sempre! Ti abbraccio grato per le emozioni che hai trovato nei miei versi! Ax

il 06/07/2025 alle 14:14

E un grazie anche a Eos, che hai focalizzato benissimo il senso dei riferimenti in chiusa, dal tetto dove i Beatles hanno fatto l'ultimo concerto, a Michelle, una delle mie canzoni d'amore preferite e aggiungo, i primi due versi della chiusa sono giostrati con le loro famose canzoni nell'esordio del concerto dal tetto, Don't let me down (non mi lasciare) e Get Back, (torna indietro... Michelle! Un abbraccione! Ax

il 06/07/2025 alle 14:17