Questa poesia esprime un desiderio radicale di sparizione e anonimato, rifiutando persino il ricordo postumo. Il tono è grave e distaccato, dominato da un senso di solitudine voluta: la cancellazione del volto e del nome rappresentano il rifiuto dell’identità e del legame umano, in un silenzio definitivo che è al tempo stesso dolore e liberazione.Molto triste.Saluti
Meglio lasciare una lapide vuota e senza nomi, ma solo con i simboli che ci sono stati cari. Unica notizia da lasciare è la data di arrivo e quella di partenza.
Saluti e salute a te, Dottoressa, è l'antica pena della 'Damnatio Memoriae', impossibile capire in che misura inflitta da altri, o da sè stessi, e poco cambia. Veramente ho dato istruzioni al mio erede affinche', quando sarà, io sia cremato, e le ceneri buttate a Tevere, sperando che raggiungano il Mare, e magari gli Oceani, anche eventualmente in bocca ai pesci, è pur sempre un modo di viaggiare. Non ti rattristare nemmeno un attimo, mi sembri una persona molto positiva :-)
Che non venga riconosciuto l'uomo può essere un desiderio. Che non ci sia umanità in quell'uomo non voglio crederlo.
Oddio, sconcio Pornografo e vecchio sporcaccione di sicuro, ma personalmente non penso di essere addirittura disumano. Grazie del commento.