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Pubblicata il 03/07/2025
Alla mia tomba non v'è profumo,
nemmeno da fiori di carta,
nessuna traccia sulla polvere,
o indizio d'altrui malinconia.

Ho distrutto l'immagine del mio volto,
celato con un drappo scuro
il nome mio vero,
affinche' viandanti indifferenti non riconoscano umanità, in me.
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Questa poesia esprime un desiderio radicale di sparizione e anonimato, rifiutando persino il ricordo postumo. Il tono è grave e distaccato, dominato da un senso di solitudine voluta: la cancellazione del volto e del nome rappresentano il rifiuto dell’identità e del legame umano, in un silenzio definitivo che è al tempo stesso dolore e liberazione.Molto triste.Saluti

il 03/07/2025 alle 20:18

Meglio lasciare una lapide vuota e senza nomi, ma solo con i simboli che ci sono stati cari. Unica notizia da lasciare è la data di arrivo e quella di partenza.

il 03/07/2025 alle 23:13

Saluti e salute a te, Dottoressa, è l'antica pena della 'Damnatio Memoriae', impossibile capire in che misura inflitta da altri, o da sè stessi, e poco cambia. Veramente ho dato istruzioni al mio erede affinche', quando sarà, io sia cremato, e le ceneri buttate a Tevere, sperando che raggiungano il Mare, e magari gli Oceani, anche eventualmente in bocca ai pesci, è pur sempre un modo di viaggiare. Non ti rattristare nemmeno un attimo, mi sembri una persona molto positiva :-)

il 04/07/2025 alle 00:34

Grazie Azar Rudif, la tua è già un'idea diversa, una bella idea.

il 04/07/2025 alle 00:36

Che non venga riconosciuto l'uomo può essere un desiderio. Che non ci sia umanità in quell'uomo non voglio crederlo.

il 04/07/2025 alle 16:39

Oddio, sconcio Pornografo e vecchio sporcaccione di sicuro, ma personalmente non penso di essere addirittura disumano. Grazie del commento.

il 04/07/2025 alle 21:19