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Pubblicata il 29/06/2025
Sensitivi Senza Scudo

M’intrappolano le virgole
le pause, i punti fermi,
nuoto libero fra le righe,
con la penna nuda e carica
di parole e immagini
da dipingere nel vuoto,
dove tutto è ancora in fieri.

Cerco l’oro puro delle stelle,
con cui rimarginare l’anima
arresa nel curare le ferite
del tempo che cancella
la stagione delle fragole,
che fa appassire i calendari
e l’entusiasmo guerriero.

Sto forgiando ali nuove,
mi libro fra nuvole trasparenti,
pensando al poema galeotto.
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Sensitivi Senza Scudo” è un componimento intenso e delicato, in cui la vulnerabilità diventa forza creativa. Fin dalle prime righe, la scrittura viene presentata come uno spazio ambivalente: da un lato, le virgole e i punti sono trappole, elementi che ingabbiano il fluire naturale del pensiero; dall’altro, la scrittura stessa si fa atto liberatorio, un “nuoto libero fra le righe” che permette all’io poetico di esprimersi con la “penna nuda e carica”, piena di immagini e parole da proiettare in un vuoto fertile. Il vuoto qui non è assenza, ma possibilità, un luogo “dove tutto è ancora in fieri”, ancora in formazione, dove la poesia può nascere e rigenerare.La seconda strofa introduce una dimensione più intima e spirituale. L’io cerca un “oro puro”, una materia preziosa e celeste, con cui rimarginare un’anima stanca, forse ferita dal dono stesso dell’ipersensibilità. L’immagine del tempo che cancella “la stagione delle fragole” è struggente: evoca una perdita di innocenza, di dolcezza, e insieme una consapevolezza dell’ineluttabilità del tempo che corrode non solo i giorni, ma anche l'entusiasmo e la spinta combattiva. Il “guerriero” che appassisce nei calendari non è uno sconfitto, ma qualcuno che ha dato troppo, che ha sentito troppo. Eppure, nella strofa finale, il tono si solleva. Nonostante tutto, il soggetto sta “forgiando ali nuove”: è una trasformazione che richiede impegno e coraggio, ma che porta alla possibilità di librarsi ancora, questa volta tra “nuvole trasparenti” , immagini leggere, impalpabili, forse illusorie, ma anche simbolo di leggerezza ritrovata. Il verso finale, “pensando al poema galeotto”, introduce una nota misteriosa e suggestiva: il poema può essere causa di perdizione o di salvezza, come nella tradizione letteraria. È forse l’arte, la scrittura stessa, ad aver causato il dolore e insieme a offrire la via per superarlo.È un testo che si rivolge a chi vive con l’anima esposta, a chi sente troppo, e che nonostante tutto sceglie di creare. Bel testo.Abbracci Ax

il 29/06/2025 alle 23:03

E il tuo commentario è la parte davvero interessante, appendice conclusiva ed esaustiva della mia poetica! Grato, ti abbraccio! Ax

il 29/06/2025 alle 23:42

Tu pensi ad ali nuove ma il tuo volo è sempre cosmico. Solo lo scritto è tra noi.

il 30/06/2025 alle 11:47

Conciso quanto prezioso, il tuo commento, carissimo!

il 30/06/2025 alle 11:50