dovrebbe essere rapido, il digiuno
e scendere anche oltre i limiti
per straripare dalla bocca asciutta
e consumare gli occhi al cielo
di una pioggia che non cade
e che non teme il vento.
dovrebbe essere il canto
ad asciugare il sole
dalle esauste nuvole
per recider di netto il volo.
odo ora il lenire dei fragili gambi
dei fiori da tempo stanchi,
echeggiano lunghe note serali
tra i fusti alti e neri
e gli steli curvi a chiudere.
pare che i sussurri stridano
negli echi delle stanze vuote
mentre ancora il digiuno preme
fino a spaccare il dire
fino a tuonar l’odore.