Mani impazienti più delle bocche,
scontrar di denti.
umidi turgori incontrollati,
svergognati.
la pelle come un fuoco
che brucia, dei vestiti
nonostante.
no che dicono di sì
e ne approfitti,
per arrivar laddove brami
a pasticciar fra le ginocchia
strette,
che ancora non lo sai
come condurre il gioco;
lei neppure.
quando la sua mano
sospinta dalla tua
ti posa in grembo,
la voglia scoppia.
i giochi sono fatti.
il fuoco spento.
adesso ti vergogni;
sei tutto appiccicato.
la mente corre a quando
questa sera,
tua madre ti dirà:
ma cosa hai fatto?