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Pubblicata il 20/06/2025
Tertium non Datur

Amaro, il vuoto,
attraversa l’esistenza
motivandola a proseguire,
eseguendo una partitura
con alternanza di note
tristi per poi sfociare alla gioia,
dono d’un destino assegnato.

Amo cercare le trame
remote del tempo,
tra i déjà vu e i colori
dei sogni ricorrenti,
le tracce che emergono
da ombre sfuggenti
e stimoli arcani di luci
danzanti al tramonto.

In alto nel cielo, la Luna,
stupenda, mi chiama.
So quali sogni aspettarmi.
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pensi che la felicità. la gioia , non ti appartengano anche se, come dono di un destino assegnato ti è stata concessa dopo che hai attraversato il vuoto dell'esistenza . Ma la malinconia, tipica della tua interiorità ti spinge verso le luci misteriose del tramonto , e la Luna, simbolo appunto del mistero sembra chiamarti dall'alto del cielo . Dici di sapere quali sogni aspettarti e lo dici con amarezza, forse i sogni ricorrenti di cui parli fanno parte proprio del tuo essere, del tuo animo malinconico attratto da qualcosa di misterioso che è come se ti ''divorasse dall'interno''. La trovo molto malinconica anche se è bellissima, spero che ''tertium datur'' Ti abbraccio Eos

il 20/06/2025 alle 21:30

In realtà cara Eos, nell’equilibrio dell’esistenza, fra gioia e dolore, il dono inaspettato della gioia sembra il dono del fato… e la luna accoglie i sogni più belli… ma è interessante la tua visione, perfettamente plausibile perché volutamente, certe mie poesie hanno significati sovrapposti e uno sceglie il più compatibile… Un abbraccio caro. Ax

il 20/06/2025 alle 22:23

Il titolo è un fondamento della logica aristotelica. Non esiste una via di mezzo se non lo Zero o l'ignavia. La partitura dell'esistenza è fatta di note e pause (non note), ma servono a dare un senso all'armonia del testo. Così è la vita che scorre tra gioie e non gioie, ma scorre verso un destino. Complimenti!

il 20/06/2025 alle 23:13

Grazie carissimo, hai centrato il mio focus poetico! Buona notte!

il 20/06/2025 alle 23:43

Tertium non Datur è una riflessione poetica sull’alternanza inevitabile tra opposti nella vita, come indicato dal titolo che richiama il principio logico dell’esclusione del terzo. Il vuoto, anziché essere solo assenza, diventa una forza che spinge a vivere e a cercare senso, alternando tristezza e gioia come una partitura musicale. Il testo si sposta poi in una dimensione più intima e misteriosa, dove memoria, déjà vu e sogni ricorrenti si intrecciano a evocare un viaggio interiore tra luci e ombre, realtà e sogno. La Luna, simbolo di mistero e sogno, chiude la poesia con un richiamo alla conoscenza profonda di sé e del destino. Nel complesso, la poesia unisce introspezione e immagini evocative, creando un ritmo interiore che invita a riflettere sul senso dell’esistenza, del tempo e della realtà vissuta.Molto interessante la tua poesia.Abbracci Ax.

il 21/06/2025 alle 06:56

grazie Ninetta, ripercorro con te i miei versi e me li arricchisci con le tue immagini e riferimenti! Un abbraccio!

il 21/06/2025 alle 08:10