Il viso, una maschera bucata
dal tempo, e le intemperie
della carne.
occhi di scisto metamorfico,
specchi bui di un’anima persa
in mezzo alle latrine.
ossa sporgenti relitti, respinti
dal sangue corrotto,
il corpo sdutto e ragnato,
giaci oltre ogni cosa,
aggrappato.
e ripensi ai sorrisi, le braccia forti,
le grandi mani.
guizzar di muscoli sotto la pelle,
e tutta quella forza che si scioglie,
bianca lacca, sigillo di un piacere
senza frutti, ne perdono.