Molto toccate queste tuo sfogo, fatti coraggio Eos, perdonare non sempre si può o si deve. Ti abbraccio forte. Ax
La poetessa sembra trovarsi in un momento di sconforto interiore, (forse a seguito della perdita del compagno), un evento che ha stravolto il suo equilibrio emotivo. Il testo procede come un respiro, alternando riflessione e sentimento: dapprima emerge la delusione verso la retorica, che "per chi cerca diletto / s’annoia e confonde", quasi a dire che le parole, spesso, sono vuote quando si cerca conforto nel dolore vero.Il dolore, appunto, non è "niente", come a volte si finge o si dice. Si tenta di dimenticare, si cerca sollievo nella lettura,nell’apprendimento, nella preghiera e nel pianto: tutte attività che raccontano un disperato bisogno di elaborazione, di dare senso alla perdita. Poi cala la sera , simbolo del riposo, forse della morte stessa , e sembra, per un attimo, che la "quiete" sia raggiunta. È qui che compare la frase chiave: "perdonare si può". Ma cosa o chi si può perdonare?Il perdono, in questo contesto, è ambiguo. Potrebbe essere rivolto a se stessi, per non aver fatto abbastanza; o al compagno, per aver lasciato chi resta nella solitudine; o alla vita stessa, per aver sottratto troppo presto un legame profondo. Ma l’alba porta un risveglio doloroso: “si risveglia l’angoscia”, il dolore non è sparito, la notte non ha guarito.Alla luce del giorno, nella piena coscienza, il perdono diventa più difficile.Cara eos, il tuo scritto è commovente,il perdono ha bisogno di tempo.ti sono vicina...anche questo aiuta...baci .
In realtà non si perdona mai nulla; facciamo solo finta, accumulando per poi esplodere! Un bacio
Non so perché,ma in ogni tuo testo ci ritrovo frammenti della mia vita. Che dirti se non grazie per la tua sensibilità.
scusatemi nel ritardo della risposta e anche se mi rivolgo complessivamente a tutti, Axel,Ninetta,Sir Morris,Robin. Il problema è che ho una tale confusione dentro e una tale amarezza che non so davvero che fare , e non è il problema del perdono che è quello sarebbe non una decisione ma un fatto spontaneo e io onestamente non so se ...non so dire che provo . In me c'è un'altalena continua e non riesco a vedere chiaro dentro me ...Non si tratta di perdono o non perdono o anche quello non lo so , so solo che sono disorientata , è come se mi ritrovassi in una baraonda emotiva dalla quale vorrei solo ''fuggire'' e non perché ce l'abbia con qualcuno in particolare ...Forse è vero come dice Ninetta ho bisogno di tempo o forse è vero come dice Axel che ci sono situazioni in cui non si può e non si deve , o ,come dice Sir Morris, in realtà il perdono è solo una finzione o , come dice Robyn, che fa riferimento a un ritrovarsi in molti miei scritti ,la verità è che non ho coordinate come essere in un paese sconosciuto e senza punti di riferimento emotivo, razionale,affettivo,di fiducia ecc... Ho apprezzato la vostra presenza ma al momento non so quale strada percorrere ... Vi abbraccio tutti per la vicinanza e per la partecipazione ma questo mio groviglio di sentimenti e sensazioni ed emozioni , non so che dire ,che fare ,so solo che è difficile per me dipanare la matassa aggrovigliata che ho dentro . Vi abbraccio tutti Eos
Io uso perdonare se si puo' se fa' ,non si puo perdonare tutto ce' chi ne approfitta.Un Salutone