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Pubblicata il 12/06/2025
Ottave di settenari giambici (inclusi due sdruccioli) in rime aabbaabb nate tra le lacrime di un infantile sensibile stanco della propria realtà.
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avrebbe un senso stare
ancora qui a penare
se fosse sol dolore
del muscolo del cuore.
ma a farmi disperare
e morte mia sognare
pesa anche quel livore
con cui il mio genitore

non scorda mai rinfaccio
(che forse mi procaccio?)
sull’esser peso inutile
foss’anche scusa futile…
qualsiasi cosa faccio
di certo piove ghiaccio
recato da urli acuti
dai vari contenuti

ma il tema ricorrente
che sono deficiente:
correggo qualche errore
che neanche son dottore
ed accidentalmente
io non capisco niente,
son solo fruitore
del suo divin valore¹

e dovrei stare zitto
per non recar delitto
col proferir parola
perché s’è da mia gola
che il suono fa tragitto
è come avergli inflitto
minaccia bombarola
neanche fosse a scuola!

ormai non son più certo
che conti cosa asserto,
a dare quel fastidio
e generar dissidio
da tempo s’è scoperto
che sia l’avergli inferto
il senso d’un deicidio
ver lui che m’è sussidio.

del resto, servo a niente,
tenerlo devo in mente,
soltanto un grosso peso
cardiocerebroleso
persino irriverente
e, peggio, ancor vivente.
e dunque, perché arreso
ancor non son, né steso?
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¹: Sì, pur essendo ateo, io sono uno dei figli dell’unico vero onnisciente onnipotente infallibile dio! E non ho ancora imparato a parlare sempre solo il linguaggio dei pesci al suo cospetto, per non far percepire le gracchianti squallide insulse blasfeme vibrazioni delle mie stupide corde vocali.
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ioffa, 23/04/2023
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