Sono quasi astemio, bevo soltanto
in occasion di “feste comandate”:
complëanni, capodanno, ma alquanto
poca roba, per rendere appagate
le genti intorno col brindisi santo,
obbligo sociale in tali adunate;
non mi dice nulla, non m’entusiasma
né l’umore in qualche modo mi plasma.
poi talvolta abbiamo bevuto insieme,
pranzando io e te, chissà a cosa brindando…
inebriato, sensazioni supreme,
benessere ch’al cor stava cantando,
ëuforïa, di lietezza seme,
endorfine ch’andavan dilagando
dopo il rintocco dei nostri bicchieri
che dileguava tutti i crucci neri.
ma credi, sono abbastanza sicuro
che a produrre tutte quelle endorfine
non è stato il vino rosato o scuro
ma aver di fronte sembianze divine
che nel tuo sorriso colgo, lo giuro,
per la tua bellezza senza confine
che mi scombussola da sempre il cuore,
che mi sprofonda in un lieto stupore.
del resto ogni volta che ti rivedo
o che di qualunque cosa parliamo
a questa stessa ebbrezza mi concedo
per tutto il tempo che vicini stiamo;
solo quando debbo prender congedo
nel triste istante in cui ci salutiamo
torno nella mia sommessa tristezza
di abbandonato pupazzo di pezza.
quindi non è il vino a farmi star bene
quanto che ne sia tu la mescitrice
perché dissolvi tutte le mie pene,
sei di felicità la mia nutrice,
scaldi il sangue che scorre nelle vene,
mia Laura, mia Fiammetta, mia Beatrice,
ispirazione d’ogni fantasia…
peccato solo che tu non sia mia!
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ioffa, 05/04/2023
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