PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 08/06/2025
Quando stanco crollavi e non sentivi la sveglia
Noi dalla culla ti urlavamo: "Sei una neglia"

Quando a noi piccolini ci baciavi la guancia
Dopo un istante ci veniva il mal di pancia

Quando a noi piccolini, ci sbucciavi l'arancia
Ci sprizzavi gli occhi con odiosa non curanza

Felici e giocosi, andando tutti al parco
Continuavi imperterrito a chiamarci "Marco"

Insieme, noi, gridavamo: "Sì" per accontentarti
Ma avremmo voluto, a legnate, ammazzarti

Con premura ci compravi un buon cono gelato
E con un grande morso, te lo sei sempre fregato

Un bel dì dicesti: "Tranquilli, vado da Egisto"
E quella fu l'ultima volta che ti abbiam visto

Ora, siam felici, tu, con l'abito trasandato
Ci dispiace tantissimo che te ne sei andato
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‘’giusta dispensatrice di gloria è la vita’’, molto più ironica è il detto delle mie parti che dice ‘’chi la fa la aspetti’’. Un padre però è un padre non un adolescente dispettoso come mi pare che sia questo padre, ‘’padre per scherzo’’ . Non so se la storia sia vera , in ogni cosa penso che il vuoto lasciato da un padre in un bambino non si riempirà mai e fa onore che poi questo bimbo diventato grande si dispiaccia, ed è un onore provarne compassione da parte di chi scrive Ti abbraccio Eos

il 08/06/2025 alle 17:17

Chiarisco subito che è realmente tutto uno scherzo! Con il mio amico e collega Massimo, sin dagli albori, ci chiamiamo "fratello", ed abbiamo identificato Vincenzo, più anziano, come nostro papà aziendale. Non vi racconto altro. Tranquilla, Eos; i miei veri genitori sono stati insieme sino ai loro 90 anni, e insieme ai miei fratelli, siamo stati una famiglia indissolubile! Grazie molte, Eos, per avermi dato la possibilità di chiarire. Tvb

il 08/06/2025 alle 18:55

il poeta racconta — con tono ironico e affettuoso — i ricordi di un personaggio familiare goffo, distratto e a volte fastidioso, ma che alla fine viene ricordato con affetto e malinconia. Attraverso una serie di episodi buffi e irritanti della quotidianità (come i baci indigesti, gli spruzzi d’arancia negli occhi, i nomi sbagliati o i gelati rubati), il poeta costruisce il ritratto di una persona imperfetta ma umana, che ha lasciato un’impronta forte nei ricordi d’infanzia.quella persona, forse morta o scomparsa, ora manca davvero. Il poeta, quindi, trasforma l’ironia iniziale in una forma di amore non detto, che emerge solo alla fine.Bel testo...povero Vincenzo...però il finale lo riabilita.Abbracci Sir.

il 08/06/2025 alle 23:01

È ancora vivo, è in pensione e vive in Russia attorniato da belle giovani ragazze! Grazie tante Nin, per la tua analisi perfetta! Tvb

il 08/06/2025 alle 23:23

Alla fine lui le intenzioni le aveva buone, ma il risultato ne era l'opposto. Si dice che il pavimento dell' inferno sia lastricato di buone intenzioni. É un personaggio che ti ha permesso, con la tua bravura poetica, di realizzare un testo molto carino ed ironico. Al posto tuo e del tuo amico se ne avessi l' indirizzo gliela manderei. I miei saluti mylord. Complimenti e tanto affetto.

il 10/06/2025 alle 14:20

Certamente, amica San, lo farò senz'altro! Grazie molte per la preziosa collaborazione! Baciuzzi!

il 10/06/2025 alle 15:41