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Pubblicata il 08/06/2025
Rimbalzano su timpani sordi
parole,
liquide, lucide, come olio per ingranaggi.
gridano frasi pesanti da strette pupille,
lunghi come serpenti, fuggono sotto roventi pensieri,
discorsi mai ascoltati.
abbandonato il suono,
la mia lingua tace,
sconfitta,
deserta e arida, ormai non sa più gridare.
aspetto, come un bozzolo disabitato,
aspetto,
come una bambola rotta,
che torni il suono nelle mie parole
e torni il riso, come l'argento a tintinnare,
alto e libero,
in un cielo finalmente limpido.
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Di grande impatto, molto coinvolgente, complimenti

il 08/06/2025 alle 11:37

mi ritrovo molto in questa tua poesia, mi piace anche il tuo stile di scrittura e il tuo sentire, forse perchè mi sembra che mi somigli. Restiamo spesso senza voce e senza suoni, per fortuna sappiamo scrivere che un po' ci aiuta ad alleggerire il peso.

il 09/06/2025 alle 08:26

Gentilissimi Axel e Patrizia, purtroppo ho letto solo ora i vostri giudizi,e vi ringrazio,sono felice che questa poesia alla quale tengo molto abbia toccato le vostre corde. Un grande abbraccio, Marina.

il 21/06/2025 alle 18:00

Che il ciel libero t'accolga e tuo pensier il sentimento colga.

il 13/09/2025 alle 21:25