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Pubblicata il 07/06/2025
Scriverei, tuttavia. Anche se il cielo potesse farlo al posto mio, con parole più grandi e silenzi più veri. Anche se l’aurora avesse già detto tutto ciò che io non riesco, con i suoi colori che graffiano l’atmosfera come versi non scritti, io scriverei.
scriverei perché non è questione di bellezza, ma di urgenza.
se potessi restare a guardare, forse lo farei. Ma anche l’attesa diventa fardello, se dentro senti il fiume delle forme che non hanno essenza.
noi, gocce di rugiada, veniamo portati via dalla brezza, sì. Ma finché restiamo sul filo d’erba, luccicanti al primo sole, abbiamo traccia anche solo per un attimo, di ciò che ci ha resi vivi.
l’apatia non è assenza. È troppa presenza, forse. Un pensiero che si ripiega su sé stesso e fa male, eppure non smette.
scrivere, allora, è guarire solo a metà, ma è già molto. È il tentativo. È voler capire, anche se non c’è una risposta.
tu scrivi, forse, per lo stesso motivo per cui il cielo colora l’aurora: non per essere visto, ma per non sparire.
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ESTASIATO! Straordinaria!

il 07/06/2025 alle 18:06

Grazie di cuore Sir. Buona serata

il 07/06/2025 alle 21:10

sono d'accordo: si scrive per lasciare un'impronta, una traccia del nostro passaggio che altri possono seguire anche non sapendo chi l'ha lasciata.

il 08/06/2025 alle 00:07

una prosa poetica bellissima. Condivido tutto quello che hai scritto, sembra che mi hai letta dentro. Per questo mi piace leggere gli altri perchè ci si sente meno soli. Mi piace la grazia e l'intensità con cui hai scritto. Quando hai spiegato l'apatia ho avuto i brividi, perchè la penso esattamente come te.

il 09/06/2025 alle 08:33

Grazie di cuore anche a te, Azar e Patrizia. Buona settimana a voi

il 09/06/2025 alle 08:40