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Pubblicata il 06/06/2025
Tenebra Ridens

Circumnavigo il mio vuoto,
il cranio evaporato nell’elmo
che contiene parvenze d’anima
con l’armatura a fingersi vestito
ad un corpo dissolto altrove.
Vedo tutto frammentato
dietro la griglia della celata,
mi sostengo con la spada
appoggiata all’ombelico.

Guardo i cieli sgretolarsi,
spegnersi le stelle
lasciandomi nel buio,
la luna ormai partita
verso la Nube di Ort,
ha lasciato il suo ricordo
sul pianoforte senza corde.

Annuso i residui di profumo
di una rosa mistica danzante,
e vacillo, senza peso.
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La poesia presenta uno scenario interiore e cosmico al tempo stesso, in cui la dimensione è rarefatta dove l’identità sembra essersi smarrita. Il “cranio evaporato nell’elmo” è come se la coscienza fosse svanita lasciando solo un contenitore vuoto: l’elmo, e per estensione l’armatura, diventano simboli di un’apparenza che sopravvive alla sostanza, di un corpo che si finge ancora integro, mentre in realtà è già dissolto, altrove. La spada, poggiata all’ombelico, non è più strumento di difesa o attacco, ma bastone fragile, mezzo ,ormai, di sostegno Nel secondo movimento del testo, lo sguardo si alza verso il cielo, ma anche questo appare in rovina: i cieli si sgretolano, le stelle si spengono, la luna è partita, abbandonando la scena. La scelta di farla “viaggiare verso la Nube di Ort” sottolinea la perdita di un punto di riferimento affettivo o simbolico. Resta solo il suo “ricordo”, abbandonato come un’eco sul “pianoforte senza corde” – un’immagine struggente, che parla di bellezza resa muta, della memoria di una musica che non può più essere suonata. Nella chiusa si annusa il profumo residuo di una “rosa mistica danzante”, che potrebbe alludere a un amore, a una spiritualità. È l’ultima traccia viva in un universo morente. E il poeta, infine, “vacilla, senza peso” sospeso in uno stato intermedio tra l’essere e il dissolversi. Una riflessione profonda sul vuoto, sulla perdita e sulla memoria.Un testo, anche se triste, molto interessante.Grazie axel, ci fai riflettere...abbracci

il 06/06/2025 alle 22:05

Grazie per l’apporto sempre creativo che integra il mio vaneggiare, cara Ninetta, un abbraccio meritato

il 06/06/2025 alle 22:06

Mi sembra una ‘’risata amara’’ per le tante mancanze , direi i versi delle assenze :come in una reazione a catena all’inizio c’è la testa che è sparita dall’elmo nella quale si trovano piccole parti d’anima ; secondo lo spirito guerriero si è arreso perché mancano i ricordi e tutto va a sparire : il vestito, il corpo,le stelle , la luna , ha lasciato solo il suo ricordo sul pianoforte senza corde .C’è solo un profumo che aleggia è il profumo mistico di una rosa che danza davanti agli occhi e invita ad unirti in quelle note . Tutte le cose materiali svaniscono e stranamente restano le cose immateriali , come il profumo che aleggia . Anche il corpo sotto quello stimolo non ha più peso e vacilla, cioè fisicamente non ha un punto fermo Bella, soprattutto gli ultimi 3 versi. Ti abbraccio Eos

il 07/06/2025 alle 19:39

Grazie Eos, hai recepito perfettamente il senso di questa poesia. Un abbraccio a te

il 07/06/2025 alle 20:24