non ascolto più.
la nausea mi butta in faccia il silenzio
che non trova inchiostro
e più forte si fa il verso del vuoto.
le mura crollano senza far rumore
lasciando spazi incustoditi
mentre il giorno si paralizza
a un sole impietoso
folgore spaventosa.
il respiro non preme
come la terra che non si bagna
quando troppo forte piove.
zolle di me si spaccano
senza svanire mai
e mutilati alberi sanno di me
come il vento sa il mio nome.
la bussola spara coordinate
che non sanno la strada che disegnano,
così mi cerco altrove
mentre le radici mi incatenano
e il vento mi tira
e ancora mi spezzo.