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Pubblicata il 05/06/2025
Sono Piccole le Ore Grandi

Mi stringo e incollo
alle tue molecole fragranti,
con le mie in overdose
di sogni maculati in rouge,
come il mulino di Parigi.
Sono feline le mie mani
a cercarti nell’ombra calda.

Evaporo i miei ardori
in un canto celtico prolungato,
bevendo magiche pozioni
dalla bocca rutilante perle
da assaggiare una ad una.
Sfinisco i muscoli maestri
nei meandri del mio destino.

Spalmo fragole e galassie
sfornate di fresco all’alba,
sulla tua pelle sensitiva.
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una cosa è certa: sono ore buone e tu le hai colte a modo tuo con il consueto ingegno.

il 05/06/2025 alle 17:55

grazie carissimo, molto gentile!

il 05/06/2025 alle 17:58

"Sono Piccole le Ore Grandi" è un ossimoro, mette in contrasto la piccolezza delle ore con la loro grandezza emotiva o esperienziale: suggerisce che anche i momenti brevi possono avere un’intensità straordinaria.Nel primo verso di questa poesia, il poeta “s’ incolla" a un’altra persona, in un gesto quasi fisico, ma anche carico di desiderio. Le “molecole fragranti” evocano una presenza concreta e profumata, e l’“overdose di sogni maculati in rouge” mescola il linguaggio dei sensi con quello dell’immaginazione, che è ricca di sensualità e libertà, mentre le “mani feline” che cercano nell’“ombra calda” rafforzano l’atmosfera intima e notturna .Nel secondo movimento della poesia, si entra nel magico e spirituale: l’“evaporare degli ardori” in un “canto celtico” richiama riti arcaici e misteriosi, e la “bocca rutilante” che offre “perle da assaggiare” intreccia gusto, bellezza e seduzione. L’idea di stanchezza (“sfinisco i muscoli”) si lega al destino, suggerendo forse un desiderio che è anche fatica o sacrificio. Infine, l’ultima strofa propone un’immagine dolcissima e cosmica: le “fragole e galassie” sfornate all’alba vengono stese sulla pelle amata, unendo il quotidiano al celeste. Questo verso finale chiude la poesia con una visione di amore come creazione, come atto artistico e sensoriale insieme. Bellissima. Abbracci, Ax.

il 05/06/2025 alle 21:47

Mi colpisce l’uso dei tanti termini riferiti alla produzione e consumo del pane , quindi penso è associato ad un nutrimento dell’anima. Il pane è un alimento completo per gli adulti e ad esso sono riferiti i termini ‘’fragranti’’, ‘’mulino’’, ‘’mani feline’’ (riferito secondo me all’impastamento del pane(non so come si dice) ), e una volta cotto al punto giusto , il pane è spalmato e unito alle fragole e poi consumato in compagnia stando poi attenti a non infiammare la pelle sensibile , facilmente ustionabile con il pane troppo caldo . Ci vedo un senso di autonomia ,e un grande impegno del ‘’panettiere’’ a produrre il pane tanto che i ‘’muscoli maestri’’ sono molto alacri per evitare che il pane non sia ben lavorato .Il pane è pronto per essere servito ^-^ Mi ha ricordato una volta che con una mia amica ci cimentammo a fare il pane per la madre che ne era produttrice e ci diceva continuamente: lavorate bene altrimenti la farina si aggruma e il pane non è morbido’’. Un abbraccio panettiere Ax ^-^ Eos (So che il campo semantico del pane è casuale, ma mica tanto ^-^)

il 06/06/2025 alle 13:32

Grazie Ninetta, esegesi completa di ogni verso, apprezzo molto la tua !discesa agli inferi" dei miei testi. Un abbraccio grato Ax

il 06/06/2025 alle 19:54

fortissimo il tuo riferimento al pane, una sovrapposizione non solo semantica ma di altra dimensione, sui miei versi. Piaciuto molto il tuo commento, anche spensierato, se vuoi! Un abbraccio Ax

il 06/06/2025 alle 19:56