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Pubblicata il 03/06/2025
Sotto la Sfinge, Sopra la Sfinge

Sento un rimescolio di forme,
nell’amalgama d’insiemi
dai poli magnetici condivisi,
in un irraggiamento cosmico
distillo la mia luce azzurra
nell’alambicco della Luna,
omaggiandola in chiaro.

Miscelo melodie nell’imbuto
di accoglienti arcobaleni,
festeggiando a quattro mani
la pelle di nuovi calendari,
dove fremono i giorni nudi
spogliandosi da soli,
in omaggio a impudiche stelle.

Mi scindo in mille corpi,
particelle elementari
che gridano il tuo nome.
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La poesia sembra riflettere sull’amore come un fenomeno complesso e misterioso, paragonato a un enigma cosmico, rappresentato dalla figura della Sfinge. Il poeta descrive l’unione di due esseri attraverso immagini di fusione magnetica e irraggiamento di luce, simboli di un legame profondo e trasformativo. La Luna e l’alambicco evocano un processo di dedizione e trasformazione interiore, mentre le immagini di arcobaleni e nuovi calendari suggeriscono la celebrazione di un tempo rinnovato, fatto di autenticità e vulnerabilità. La frammentazione finale in “mille corpi” esprime la moltiplicazione dell’io innamorato, capace di manifestare intensamente il proprio sentimento. In sintesi, la poesia racconta l’amore come un’esperienza alchemica, luminosa e misteriosa, che trasforma e moltiplica chi ama.Bel testo Axel, Abbracci!

il 04/06/2025 alle 05:15

Grazie Ninetta, lieto del tuo bel commento, come sempre! Un abbraccio Ax

il 04/06/2025 alle 10:55