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Pubblicata il 30/05/2025
siamo fatti di abitudini e su quelle fondiamo le uniche certezze... A tener vivo l'interesse per ogni giorno della nostra vita è l'attesa, la speranza . Si aspetta tanto che succeda una determinata cosa, la si desidera con tutte le proprie forze...poi se uno si ferma un attimo a pensarla realizzata, stranamente si accorge che dentro di sè non è pronto, troppo sconvolgente perché finiamo per considerare pericolo anche le cose belle, tutto quello che andrebbe a sconvolgere l'equilibrio che ci siamo creati. Forse c’è anche una "resistenza" interiore a ritardare gli eventi che comunque non dipendono dalla nostra volontà …Però a volte scopriamo di avere forze che non pensavamo nemmeno di possedere...

eos
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Scritta di getto, come spinta da qualcosa che interiormente volesse chiarire! Spontaneamente brillante ed esaustiva, sei stata, amica Eos; complimenti.

il 30/05/2025 alle 07:49

Riflessioni profonde che coinvolgono chi ti legge e ti vuol bene, spero che troverai la forza e il coraggio di accettare e affrontare le cose belle che aspetti e ti meriti! Un abbraccio grande. Ax

il 30/05/2025 alle 07:59

Voglio farti un commento che è in linea con ciò che dice il tuo testo,mentre leggevo un libro sulle teorie di psiche, inconscio e processo d'individuazione di Jung. La tensione tra l'abitudine e il desiderio di cambiamento riflette il conflitto tra ciò che chiama Sé conscio (la nostra parte razionale, quotidiana, adattata al mondo) e l'inconscio, dove vivono le energie psichiche più profonde, spesso inascoltate. L’abitudine, secondo Jung, è una forma di persona: la maschera sociale che indossiamo per adattarci al mondo. È rassicurante, ci dà un ruolo, ma ci separa da parti più autentiche di noi stessi. Quando si desidera qualcosa , un cambiamento, un evento importante , è l’Anima (o l’Animus) che si muove: è la parte della psiche che ci connette al profondo, al nostro potenziale non ancora realizzato. Il fatto che ci spaventi ciò che desideriamo, Jung lo vedrebbe come un segno che l’ombra, cioè quelle parti di noi che rifiutiamo o non conosciamo, si sta attivando. Il cambiamento vero, anche quando è positivo, scuote la struttura dell’io e mette in crisi il nostro equilibrio apparente. Ma è proprio in questo sconvolgimento che può avvenire il processo di individuazione, ovvero la realizzazione autentica del Sé. Anche la "resistenza interiore" di cui tu parli nel brano è una difesa dell’Io contro la trasformazione. Tuttavia, paradossalmente, è spesso proprio questo ostacolo a costringerci a crescere, a far emergere forze interiori nascoste, simbolo del nostro vero potenziale. Credo che tu sia nella giusta strada e che ti meriti questa nuova scoperta appagante … Abbracci tanti cara eos!

il 30/05/2025 alle 08:44

Effettivamente l’ho scritta e postata di getto come se fosse un bisogno scriverla e postarla forse per capire tu stessa, tenendo conto dei nostri commenti, che cavolo voleva dire …Grazie Sir, sono contenta della tua presenza e commento Ti abbraccio Eos

il 31/05/2025 alle 21:33

La tua presenza e il tuo commento mi fanno molto piacere e soprattutto quel tuo augurio mi gratifica molto. Come ho già spiegato a Sir Morris, scriverla è stata una cosa di getto ed io stessa non mi rendo ben conto di cosa ho detto e perché .Grazie a voi comincio a rendermene conto . Grazie,Ax Abbraccio Eos

il 31/05/2025 alle 21:38

Il tuo commento, cara Ninetta , è stato ‘’illumnante’’ e per questo ti ringrazio veramente di cuore, cosi come le parole di Axel, Sir Morris hanno contribuito molto a darmi sicurezza. In effetti è il mio eterno conflitto tra essere,dover essere,voler essere…Mi dici che sono sulla strada giusta e che mi merito le cose buone e arriveranno ,cosi come lo dicono anche Axel e Sir Morris e questo mi dà sicurezza e forza. Grazie di cuore Baci Eos

il 31/05/2025 alle 21:59

Ci sarebbe da dire tanto sul tuo dire. Io ho già lasciato libero il verso. E' già una conquista

il 09/12/2025 alle 13:33