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Pubblicata il 29/05/2025

allora, vi racconto una scena epica — roba che se c’era una telecamera ci facevano una puntata di “Universitari: vite al limite”.Avevamo appena dato uno degli esami più temuti della facoltà: farmacologia. Un nome che già ti fa sudare solo a sentirlo. Un macigno di libro, 300 pagine, di cui 250 solo effetti collaterali. Per miracolo — o forse per disperazione — lo superammo tutti. E dopo la gioia, la classica domanda universitaria:
"Che si fa adesso?"

ovviamente: pizza!
però prima qualcuno lanciò la fatidica domanda:
“Avete tutti i soldi, sì? Non fate come l’altra volta che ho pagato anche per Cristina!”
(Spoiler: Cristina aveva il portafoglio... ma nel borsone di educazione fisica, a casa sua.)

noi tranquilli: "Tranquillo, abbiamo i soldi!"
peccato che "i soldi" fossero in formato... spiccioli.
cioè non spiccioli tipo 50 centesimi. No. Roba da 10, 20 lire. Monete che manco il Monopoli.
arriviamo al ristorante vicino l’università, carini loro, ottima pizza, servizio veloce. Ci trattano pure bene. Mangiamo, chiacchieriamo, ridiamo. Il cameriere ci guarda e pensa:“Che simpatici questi studenti... ingenui, allegri...”
(Non sapeva ancora del piattino.)Arriva il conto. Tiriamo fuori il nostro “tesoro”: monetine ovunque. Le adagiamo sul piattino, ma era piccolo. Sembrava la scena di Mary Poppins, quando il borsellino non finisce mai. Chiediamo un piatto più grande. E via! Giù le monete, a cascata. Una montagna di rame. Il tavolo pareva la cassa di un’edicola dopo 10 giorni senza prelievo.
stiamo per alzarci, felici... quando il cameriere ci piomba addosso, sudato come se avesse appena fatto la maratona.
“Fermi! Calma! Non pensate di fare i furbi, eh! Non vi muovete finché non ho contato tutto!”
poi ci guarda con l’occhio da investigatore:
“Avete proprio l’aria di quelli che vogliono fare i furbi.”
ma noi... innocenti!
solo poveri... e pieni di monete!
alla fine, conta tutto. Tutto giusto. Ma ci guarda con la faccia di uno che ha appena fatto il Sudoku diabolico.
usciamo tra le risate, e lui ancora lì a borbottare. Per giorni abbiamo riso come pazzi. Era la nostra serata, il nostro esame, la nostra montagna di spiccioli. E quella notte... altro che sogni d’oro. Sognammo pizze, risate, e forse il cameriere che ancora conta.
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carinissimo il tuo racconto, un flashback della gioia di adolescenti nel aver superato un difficlie test e ricco di quella bella gioia e giocosità di un tempo! Un abbraccio

il 29/05/2025 alle 16:35

^-^ ahahaha se penso alla faccia del cameriere mi viene da ridere! Veramente bello il racconto...Povero cameriere ,scommettoi che vi guardava ancora storto! Ma per un esame complicato è superato valeva la pena di fare la figura di quello che gira conb i salvadanaio ^-^ Grazie Ninetta è stata una bella lettura Baci Eos

il 29/05/2025 alle 19:50

^-^ ahahaha se penso alla faccia del cameriere mi viene da ridere! Veramente bello il racconto...Povero cameriere ,scommettoi che vi guardava ancora storto! Ma per un esame complicato è superato valeva la pena di fare la figura di quello che gira conb i salvadanaio ^-^ Grazie Ninetta è stata una bella lettura Baci Eos

il 29/05/2025 alle 19:50

Si, la spensieratezza della gioventù goliardica.Grazie Alex, abbracci!

il 29/05/2025 alle 20:57

Noi poveri studenti e povero cameriere...ahah.Sono felice che ti abbia fatto sorridere ,eos,baci!

il 29/05/2025 alle 20:59

Chiaramente mi hai ricordato le nostre (mie) marachelle spensierate, cara Nin; spassosissimo racconto dei "bei tempi" che riflette uno stato d'animo generale formativo! Bellissimo!

il 29/05/2025 alle 21:20

Caro Sir, sono i miei ricordi più belli... spiantati ma felici!Abbracci tanti...

il 29/05/2025 alle 21:27

Piccoli ma indimenticabili ricordi di gioventù. Bello ricordare quando ti ritroverai assieme in qualche altra occasione.

il 02/08/2026 alle 17:54

Si capita ogni tanto di rincontrarci...e devo dire che è emozionante...

il 02/08/2026 alle 23:34