Questa lirica è un’intensa riflessione poetica sull’amore, il tempo e l’assenza, espressa con immagini evocative e un tono intimamente malinconico. Il "tonfo d'acqua" iniziale introduce subito una sensazione di fragilità e smarrimento, mentre lo sguardo dell’io lirico affonda nei ricordi segnati dal tempo. La musica, evocata dalla chitarra, diventa linfa emotiva che accarezza e ferisce, trasformando il rimpianto in poesia. Il testo è attraversato da un desiderio di unione profonda, da un invito a condividere la memoria e il sentimento, come se l'amore potesse ancora salvarsi nella parola.La “lauda ingenua” incatenata nel buio del dubbio è una metafora della poesia stessa, fragile ma viva. L’ultima strofa, dolce e struggente, lascia un’immagine potente: la carta vuota pronta a bruciare d’amore, segno che il sentimento, nonostante l’assenza, è ancora pronto a rinascere. Una lirica che mi ha affascinata.Saluti