PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 22/05/2025
leggero è il tonfo d'acqua,
mentre annega il mio sguardo
dal riverbero rattoppato dai miei anni
nella clessidra senza dolci radici.

il mio canto senza alito ti ghermisce,
ti accarezza i ricordi senza abbaini,
e la linfa della tua chitarra compone
iridi d'inchiostro piangenti nel rimorso.

spoglio chiudi gli occhi insieme a me, abbandonati al trasporto del cuore,
a ritroso i tuoi occhi incontreranno
le mie orme nelle tue parole d'amore.

una lauda ingenua incatenata, danza,
sobbalza ancora nel buio il dubbio,
ne assimila la sua luce senza fame
e ne disperde le sue ceneri al vento.

È già sera sulle chiome delle colline,
ma ancora briciole d'alba senza di te
accozzo nei miei spazi di carta vuota,
pronti a bruciare d'amore, se lo vorrai.

laura Lapietra ©
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Questa lirica è un’intensa riflessione poetica sull’amore, il tempo e l’assenza, espressa con immagini evocative e un tono intimamente malinconico. Il "tonfo d'acqua" iniziale introduce subito una sensazione di fragilità e smarrimento, mentre lo sguardo dell’io lirico affonda nei ricordi segnati dal tempo. La musica, evocata dalla chitarra, diventa linfa emotiva che accarezza e ferisce, trasformando il rimpianto in poesia. Il testo è attraversato da un desiderio di unione profonda, da un invito a condividere la memoria e il sentimento, come se l'amore potesse ancora salvarsi nella parola.La “lauda ingenua” incatenata nel buio del dubbio è una metafora della poesia stessa, fragile ma viva. L’ultima strofa, dolce e struggente, lascia un’immagine potente: la carta vuota pronta a bruciare d’amore, segno che il sentimento, nonostante l’assenza, è ancora pronto a rinascere. Una lirica che mi ha affascinata.Saluti

il 23/05/2025 alle 07:13