Quanta delicatezza e dedizione anche in questo racconto che svela un aneddoto molto toccante della tua vita da medico. Mi ha fatto ricordare "Memorie di un Giovane Medico" di Bulgakov, anche se solo marginalmente si possono trovare tratti simili, ma è lo spirito che muove entrambi, che coinvolge e devo dire che i tuoi racconti sono superlativi! Un abbraccio!
Ti ringrazio davvero tanto per aver condiviso con me il tuo pensiero. Sono felice che il mio racconto ti abbia toccato così profondamente. In effetti, la mia professione mi porta ogni giorno ad essere a contatto con la sofferenza e a cercare di dare non solo supporto, ma anche quella presenza che può fare la differenza, anche senza parole. La sensibilità verso il dolore degli altri è una parte fondamentale di ciò che faccio, e so che a volte basta davvero poco per trasmettere un po' di conforto. Il riferimento a Bulgakov mi commuove molto(esagerato!)Grazie Axel sei sempre gentile, un forte abbraccio, anzi due!
Predisposizione alla sensibilità e all'altruismo, si evidenzia in codesto racconto, con naturalezza e devozione! I miei rispetti!
Ti ringrazio di cuore per le tue parole. Mi fa davvero piacere sapere che la sensibilità e l’altruismo siano emersi con naturalezza nel racconto, perché sono aspetti che sento profondamente.Abbracci Sir.
salve ninetta, è un bel racconto, il tema mi tocca un po da vicino, anche se si parla di demenza, ho lavorato come operatore sociosanitario e so cosa significa lavorare con gli anziani, guardarli negli occhi e vedere la loro richiesta di aiuto.
Grazie Bytano72,è bello ciò che dici...ti ringrazio per il bel commento.
Francesco, affetto da quella malattia terribile che è l’Alzaimer ha avuto ‘’la fortuna‘’ di incontrare un medico sensibile come te che non lo ha trattato da malattia ma da essere umano ,provando compassione e affetto per la persona . Il tuo è un lavoro difficile e non da tutti , certo non voglio dire che tutti i medici dovrebbero essere sensibili come te ma almeno provare un minimo di compassione per chi è persona e non malattia . Mi è piaciuto molto , leggo con tanto interesse i tuoi racconti . Baci Eos
Grazie eos per il tuo bel commento.Per me non è mai solo una professione(ormai non esercito più) ma un incontro profondo con persone che, anche nella fragilità, hanno ancora tanto da insegnare. Credo fermamente che ogni individuo sia molto più della sua malattia, ed è lì, nella relazione autentica, che si fa davvero la differenza. È un dono poterci essere, con empatia e rispetto.I miei pazienti li ho tutti nel cuore, e penso che anche loro mi abbiano riservato un angolino al sole.Un forte abbraccio!