Il testo è una poesia intensa e viscerale che descrive una frana come un atto quasi mitologico, attribuendole la forza e la brutalità di un gigante. Le immagini sono potenti e disturbanti: la collina viene "masticata", gli alberi strappati, la strada invasa da fango viscido come saliva. La natura appare viva e ostile, mentre gli uomini, ciechi del loro orgoglio, vengono ridotti a creature fragili e impaurite, come topi in fuga. Descrivi bene sia la fragilità dell'equilibrio che esiste tra uomo e natura, e anche la presunzione che ha l'uomo di dominare ciò che non può essere controllato. Saluti.
...La presunzione degli uomini di voler addomesticare la natura e piegarla ai suoi voleri non ha limiti!E poi aggiungi anche che l'uomo non impara mai dai suoi errori ...E il disastro è sicuro. Ti abbraccio Eos
grazie a tutti. Da queste parti circa un mese fa le piogge torrenziali hanno fatto parecchi danni e un morto. Una strada che percorro sovente è rimasta bloccata un paio di settimane per una frana e passandoci davanti si vede uno spettacolo impressionante di parte della collina tranciata via. Guardandola ho notato come il taglio netto sul terreno assomigliasse a suo modo all'impronta degli incisivi su una mela morsicata e mi è venuta l'idea per questa cosa.