Questo brano è un vivace esempio di poesia in dialetto romanesco, intriso di umorismo popolare e dramma quotidiano. Un pettegolezzo di borgata che si trasforma in una scena quasi teatrale, dove la gelosia esplode in maniera plateale e tragicamente comica. La figura della "sora Giocò", tradita e furente, incarna la passione viscerale tipica della Roma popolana, mentre il narratore, tra ironia e preoccupazione, cerca di sedare gli animi. È una fotografia pittoresca e affettuosa della vita di quartiere, fatta di amori, tradimenti e solidarietà tra vicini.Mi è piaciuta tanto...Sei bravissima!Abbracci.
bel colpo di teatro dove il dialetto rende omaggio ad ogni occorso. talvolta ardito. talora grottesco. coglierlo è sagacia.
Gentilissimi Ninetta e Poe...sia! Era qualcosa che mi solleticava i pensieri ,ecco era un pensiero intrusivo ,che si presentava ostinato ma divertente, e l'ho scritto, sono lieta che vi sia piaciuto. ; - )