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Pubblicata il 19/05/2025
Frammentato…

Nei miei sguardi perduti,
gli occhi così acquosi
fanno nascere ninfee.
Guardo lontano,
senza vedere,
immagino soltanto,
le risposte dei ciliegi
nel loro splendido abbandono
del colore più bello.

Lacrime rosa
che vestono la sofferenza
di un’anima piagata.

Un piano leggero
richiama note solitarie nel buio.
Accorrono stelle cadenti,
lasciando tristi graffi nel cielo.

La mia gola, serrata
da un cappio dolceamaro,
mi segrega la voce,
le mie parole zoppe
sono, in effetti, inutili.
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Nella poesia Frammentato, il poeta esprime un sentimento profondo di tristezza e smarrimento. Attraverso immagini delicate come gli occhi pieni di lacrime, le ninfee, le lacrime rosa e le stelle cadenti, racconta un dolore silenzioso che sembra impossibile da comunicare con le parole. Il poeta si sente solo, come se la sua voce fosse bloccata e le sue parole non servissero a nulla. C’è un senso di bellezza malinconica, come se anche il dolore avesse un aspetto dolce e poetico. In fondo, il poeta ci mostra un’anima ferita, che cerca di dare forma al proprio dolore attraverso la poesia stessa.Le tue parole, anche se credi siano inutili, riescono invece a toccare chi le legge. A volte il solo fatto di raccontare ciò che si prova è già un passo avanti e aiuta a lenire il dolore. . Non sei solo, anche nel silenzio più buio qualcuno ti ascolta.Io ci sono.Ti abbraccio Ax.

il 19/05/2025 alle 22:11

Grazie per la tua cara presenza Ninetta, sono solo momenti che il “poeta” esaspera per vittimismo… Un abbraccio caro…

il 19/05/2025 alle 23:03

Meno male...Abbracci!

il 20/05/2025 alle 09:54

abbracci a te!

il 20/05/2025 alle 10:01

Io la vedo come un periodo di transizione tra un passato inutilmente rimpianto (perché tanto il passato non torna) e un’epoca nuova che però non è ancora arrivata; d’altra parte le ninfee rappresentano proprio la trasformazione, la consapevolezza della propria vulnerabilità dovuta secondo me al timore del nuovo. Quindi si resta attaccati al passato per una forma di serenità interiore . Per esempio amavi il colore rosso delle ciliegie e le immagini nel loro splendore che rispondono al tuo saluto da lontano; le stelle comete comunque non si sono dimenticate di te e richiamate dalle tue note ‘’abbandonano’’ il cielo per venire a salutarti ;la tua voce è come bloccata in gola e non accompagna il suono del pianoforte ed evidentemente, come tu stesso dici non servono parole . Il dolce amaro che ti serra la gola è in realtà la malinconia e il rimpianto di un passato che d’altronde è passato…Io direi saluta i ciliegi ,le stelle comete e il canto con serenità e affetto , in questo modo gli darai valore e sii pronto ad accettare il nuovo con lo stesso affetto che hai mostrato precedentemente per loro . La poesia è bella e nostalgica Ti abbraccio Eos

il 20/05/2025 alle 16:58

sì, grazie Eos per la tua lectio magistralis, non temere, risorgo ogni tre giorni! :-) ti abbraccio! Ax

il 20/05/2025 alle 17:47