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Pubblicata il 18/05/2025
Ogni sera la fiamma della speranza arde,
ogni mattina le termiti della curiosità
mi consumano come legno,
la tua persona a me è sconosciuta,
ma come il più cieco dei credenti,
io certo della tua esistenza sono,
ora come ora,
tutto quello che posso fare
è patire le mie ossa senza carne,
il mio cuore senza vene,
il mio cervello senza nervi,
l'oblio dentro di me
mi porta angoscia e tormento,
ma come il fiore aspetta pazientemente
la primavera,
io sogno il giorno della nostra riunione.
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