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Pubblicata il 16/05/2025
sgranano Rosari le mani dilaniate,
mentre su quelle terre piovono granate.
i bambini hanno lasciato
i loro giochi incompiuti,
urgeva allontanarsi
da quegli ordigni piovuti.
nel sonno erano avvolti
in candide lenzuola,
ma poi, in un momento,
da lenzuola di cemento.
corri ragazzo, corri più veloce,
se sfuggire vorrai a quell’artiglio feroce.
“Venite di qua, forse saremo al sicuro”,
nel mentre si smarrivano
in una nuvola di fumo.
giacciono i loro corpi,
in teli bianchi allineati,
come tanti soldati,
da altri padri annientati.
una strage feroce
che nessuno ha mai visto,
in ognuno di loro
crocifiggono Cristo.
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Del triste narrar dolor La lirica è capace Seppur desti clamor Realtà par più mordace. Sei sul pezzo!

il 16/05/2025 alle 13:01

Io non capisco come possano andare avanti i responsabili di queste piccole morti innocenti, che non hanno assolutamente alcuna colpa. Un caro saluto.

il 16/05/2025 alle 13:59

"Queste immagini lacerano l’anima. È inaccettabile che l'infanzia venga calpestata dalla brutalità della guerra. Nessun silenzio può giustificare tanta violenza, nessuna ragione può rendere legittima la distruzione dei corpi e dei sogni dei bambini. È un grido che dovrebbe svegliare le coscienze di tutti. Grazie Anna, un testo importante.Baci.

il 16/05/2025 alle 16:36

Un testo che non apre orecchie del sordo che continua i suoi maledetti affari e quando non e' guerra e' lavoro minorile molto in voca e sconosciuto.Brava un Salutone

il 17/05/2025 alle 19:11