Effettivamente, molto Teatrale quanto significativo e profondo! Bravo Poe!
Grazie Axel e grazie Sir. Io mi inchino a tre cose: Intelligenza, cultura, educazione. Due mi vengono attribuite, una non la possiedo come alcuni di voi. Ho pari dignità ed ho molto rispetto e ciò mi consente di stare al passo. Grazie a voi!
Bar Infinito è un frammento poetico che mette in scena un dialogo sospeso tra vita e aldilà, tra desiderio e rassegnazione. Il bar diventa metafora dell’esistenza, luogo in cui si cerca conforto, senso, qualcosa che lasci il segno. La voce che interroga e risponde è impersonale e definitiva, forse la Morte stessa, che smaschera le illusioni – la speranza, il gusto, la forza – riducendole a un fondo amaro. Eppure, nonostante tutto, c'è un passaggio dolce: una “benedizione della casa”, un ultimo gesto umano, che accompagna il protagonista verso un luogo nuovo, ordinato, eterno. Nessuna scelta, nessuna pretesa: solo luce. La domanda finale, “(non ora, ma poi?)”, lascia aperto uno spiraglio sul mistero dell’attesa e sul senso del tempo oltre la fine.Mi è piaciuto tanto questo dialogo.Abbracci.