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Pubblicata il 14/05/2025
Mi Attraversano Comete

Mi sdraio sul futuro,
lo bevo a piccoli sorsi
come un amaro antico,
attraverso gli oracoli
di una Sibilla maestra,
la cui vista mi trafigge,
mettendomi a nudo.

Catturo fra le ciglia
i raggi arcobaleno
che volano sulle parole
come rondini leggere,
dalla fonte della giovinezza
del Giardino dell’Eden
fino alla mia anima spoglia.

Nella danza dei pianeti
sale improvvisa la marea,
lasciandomi di sale.
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il cosmo torna a muoversi in una danza sublime che lascia il sapore della vita. l'anima sembra spoglia ma prima che salisse la marea io credo tu abbia fatto tutto ciò che hai descritto. e io con te, avvolto nel turbine della lettura. grande!

il 14/05/2025 alle 16:59

sei una fonte inesauribile di "atmosfere". sono ammaliato.

il 14/05/2025 alle 17:19

grazie della condivisione così gratificante delle mie immagini! Ciao!

il 14/05/2025 alle 18:30

Coinvolgente davvero, caro Axel! Stelle che trafiggono l'anima!

il 14/05/2025 alle 20:25

Anche il tuo commento mi gratifica enormemente, caro Sir!

il 14/05/2025 alle 20:29

Mi Attraversano Comete: sembra di entrare in un sogno lucido, dove il tempo non scorre come al solito. Il protagonista –il poeta – si stende sul futuro come su un letto. Non lo affronta con fretta o paura, ma lo assapora a piccoli sorsi, come si farebbe con un liquore forte, dal sapore antico. È un futuro che non promette dolcezze, ma verità. Poi arriva una figura misteriosa: una Sibilla, antica e saggia, che non dà risposte gentili. Le sue parole sono taglienti, fanno male, ma servono a spogliarti di ogni finzione. È come se dicesse: “Guarda chi sei, senza veli.”A quel punto, qualcosa cambia. Le immagini diventano leggere, luminose. Le parole si fanno aria, come rondini in volo, portano colori e speranza. Sembra che la poesia stessa sia una specie di magia: un ponte tra il paradiso perduto dell’Eden e l’anima nuda del protagonista. È un momento di grazia. Ma dura poco. Come spesso succede nella vita, proprio quando ci sentiamo leggeri, arriva un’onda: la marea si alza all’improvviso. Non distrugge, ma lascia qualcosa: sale. Forse sono lacrime, forse sono ricordi. Forse è solo il segno che qualcosa ci ha attraversati davvero, come una cometa nel cielo.Bellissima poesia.Abbracci Axel.

il 14/05/2025 alle 22:32

Grazie Ninetta, tutto perfetto, ma la Sibilla mi trafigge in senso positivo, aiutandomi a comprendere fino in fondo il mio io nascosto. E il sale finale è il sapore della vita. Ti abbraccio grato!

il 14/05/2025 alle 22:38