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Pubblicata il 13/05/2025
La Danza delle Ore Scadute

Mi rimane invenduto
l’ultimo lotto di tempo,
sulla bancarella dei sogni.
Ho cercato di spacciarlo
come giovane e nuovo,
invece è consunto
dalle rughe e dall’uso.

A nulla vale, il bel fiocco
sul nastro rosso fuoco
che l’avvolge pietoso,
l’anima appassita
non inganna nessuno,
neanche me stesso,
guardandola nuda.

Scintillio di stelle cadenti
un rapido volo nel cielo,
poi un salto nell’ombra.
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Ogni mattina, prima che il sole si alzasse del tutto, l'uomo apriva la sua bancarella in fondo alla piazza. Nessuno ricordava da quanto tempo fosse lì. C’era chi diceva che fosse sempre esistito, come il silenzio tra due campane o la nebbia d'autunno. Lui, invece, non parlava quasi mai. Sul banco, non esponeva frutta né libri, né cianfrusaglie come gli altri ambulanti. No, la sua mercanzia era invisibile agli occhi più distratti: vendeva tempo. Non il tempo che passa — quello lo regalano già le giornate. Il suo era un tempo particolare: tempo scaduto. Pezzi di ore lasciate a metà, minuti dimenticati, promesse mai mantenute. Tutti avvolti con cura in nastri di velluto, come piccoli doni da scartare. C’era chi si fermava incuriosito, attratto da quel cartello sbiadito: “Occasioni uniche: frammenti di tempo mai vissuto”. Ma bastava uno sguardo alle sue mani — tremanti, leggere come carta — per capire che quello che offriva non poteva essere comprato. Un giorno, una donna si avvicinò. Aveva gli occhi stanchi di chi ha corso troppo, senza sapere verso cosa. Guardò i pacchetti sul banco, poi lui. "Sono in ritardo, sempre — disse. — Non riesco a recuperare ciò che ho perso." L’uomo la fissò a lungo, come se leggessero entrambi le stesse parole silenziose. Poi le porse un piccolo pacco, il più consumato. Il nastro rosso era sfilacciato, il cartiglio portava scritto: “Ultimo lotto”. — È invenduto, ma puoi tenerlo — mormorò. — Non inganna nessuno, ma a volte ricordare è già un modo per tornare a vivere. La donna aprì il pacchetto. Dentro non c’era nulla, se non il riflesso sbiadito di un pomeriggio lontano, di un’occasione perduta, di una risata che non tornava. Lo guardò, poi sorrise. Per un attimo, sentì un calore leggero, come il sole che filtra tra le nuvole dopo una pioggia. E in quel sorriso, qualcosa sembrò cambiare Quando si voltò per allontanarsi, l’uomo la osservò. Il suo sguardo seguì il suo passo e, nel momento in cui la donna si perse nella folla, una piccola brezza sollevò il secondo pacchetto rimasto sulla bancarella. Era il più bello di tutti: il nastro era intatto, il cartiglio leggiadro come una promessa.L’uomo lo prese con cura. A differenza del primo pacchetto, che si era svuotato nel dono, questo racchiudeva ancora un po’ di tempo. Non molto, ma sufficiente. Un altro minuto, un altro sguardo. E l'uomo lo avvolse delicatamente, pronto ad offrirlo a qualcuno che ne avesse bisogno, a chi fosse ancora alla ricerca di qualcosa da fare, qualcosa da salvare E la bancarella restò lì, immobile e silenziosa, ma nel suo cuore, il tempo continuava a scorrere, come un fiume che non si ferma mai. Voglio commentare cosi i tuoi versi.Sono stata invadente ma questa danza delle ore scadute mi ha spinto a scrivere questo racconto.Accettalo come un dono.Abbracci. ---

il 13/05/2025 alle 20:42

Commosso, ti ringrazio del dono bellissimo, hai fatto un racconto alla Dickens, sui miei versi stringati! Aprirò il tuo dono, scartandolo con un raggio di Luna Rossa. Un abbraccio

il 13/05/2025 alle 20:58

Hai provato con forza a ridare vita al divenire e nonostante la tua orbitale parabola, l'ombra torna mesta. Proietta i tuoi versi con un volo più ardito e farai rinvenire il tuo universo di stelle. Sarà un bel regalo

il 13/05/2025 alle 22:20

Ogni vostro dono è gradito e condiviso.

il 13/05/2025 alle 22:23

Grazie carissimo, davvero un bel commento! Buona notte

il 13/05/2025 alle 22:25

Ma se quel lotto di tempo, anziché spacciarlo per nuovo e giovane , lo dicevi appartenuto a qualcuno di importante avresti visto quanti lo volevano comprare! Al mercato e sulle bancarelle dei sogni, non si possono vendere tempi che tutti sfuggono come fosse una peste bubbonica ^-^ Se il bel fiocco rosso non inganna neanche te stesso, come vuoi che i compratori si lascino fregare? Se uno va alla bancarella dei sogni è per comprare un sogno non un incubo ^-^ Ora che vai al supermercato Javè (su in cielo ^-^)cambia e prendi un lotto migliore , in grado di allettare gli scaltriti compratori ^-^ Ti abbraccio Eos

il 14/05/2025 alle 22:20

Credo che il tempo da vivere non vada mai messo in vendita, su una bancarella , è tempo di vita e ci appartiene ; ‘’non si ama che ciò di cui si ha cura’’, diceva il piccolo principe e l’esistenza propria ha valore proprio nell’esistenza che è sacra e non si può assumere nei suoi confronti un atteggiamentozante al punto da darla via con intento truffaldino, rivestendola di un’apparenza brillante e magnifica ‘’incartandola in una carta rossa con un fiocco maestoso’’ che dà un senso di spaesamento . Non so se adesso mi sono spiegata bene… Mi dispiace se ho in qualche modo dato un’idea diversa, la mia voleva essere proprio ‘’una critica’’ all’atteggiamento diffuso in questa cultura del moderno che dà valore solo al ‘’giovane e nuovo’’. Ti abbraccio Eos

il 15/05/2025 alle 10:25

E.c: ''atteggiamento disprezzante'' (inizio terzo rigo)

il 15/05/2025 alle 10:28

Carinissimo e profondo, il tuo commento strutturato con dolce ironia e comunque profondo. Grazie del passaggio, carissima! Un abbraccio regalo! Ax

il 15/05/2025 alle 11:19