PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 09/05/2025
[premetto: è la poesia più "strana" che abbia scritto fino ad adesso, piace a me ... capisco possiate non condividere]

- - Domande come “dov’è una particella quantistica prima di misurarne la posizione” sono prive di senso, in quanto, per l’appunto, la posizione di una particella non è determinata finché non la si misura, e anzi, ancora una volta, il processo di misura concorre a determinarla … --

il significato dell'insignificante

dicono che tutto ebbe inizio da Dio,
dicono che tutto ha a che fare con l’“io” …
“Io” come coscienza,
dio come pensiero,
dov’è l’essenza?
da dove, parte il vero sentiero?

perché protendiamo verso l’infinito?
a Cosa dobbiamo il piacere,
chi ci ha fatto l’invito?

le domande esistenziali sono molte,
sarò matto ma a volte …
sono giunto all’estrema conclusione
che Tutto è un’illusione.

il ragionamento non è facile da seguire,
né è semplice metterlo in rima,
ha molto a che fare con il prima.
prima significa viaggiare molto a ritroso,
ripercorre il sentiero fino all’estremo riposo …
alcuni lo chiamano Nirvana,
anche questa è un’illusione,
è solo una nomenclatura strana
a ciò che è incomprensibile alla ragione.
la pace dei sensi, infatti, è pur sempre qualcosa,
la vera essenza è assenza e tutto al contempo,
la vera poesia sta nella prosa …
dovrei lasciarvi un foglio bianco.

io lo chiamo “Tutto e Niente”,
ve l’ho detto, cara gente …
pensatemi pure matto,
non è facile
raccontare sto fatto!

ad ogni modo Dio è La prima illusione,
è un modo di porre l’essere al di fuori della questione.
mi spiego meglio,
intanto il mio consiglio è di credere al dualismo,
altro consiglio?
non ridicolizzate l’ascetismo.
anche Dio ad esempio,
nell’erigere il suo Tempio,
all’atto della Creazione
ha diviso l’addizione.
la Luce dalle Tenebre
per scandire il giorno,
l’acqua dalle acque,
il firmamento adorno.

oppio dei popoli è la religione,
ne ha fatte di cattive, di buone.
non è questo il mio intento,
dico solo che l’io
viene ancor prima di Dio.
non è miscredenza
parlo dell’io come coscienza.

qual è il vero senso
di accorgermi che penso?
oltre che senziente,
siamo un animale cosciente!
allora mi chiedo
cosa c’è dietro?
dio lo lasceremo stare
ma ci è utile a ragionare.
il Buon Vecchio austero
È pensiero di pensiero …
può pensare solo di sé stesso
per essere perfetto,
se pensasse a qualcosa di esterno,
di concreto,
sarebbe imperfetto,
incompleto.
noi uomini siamo un Suo riflesso,
ma cosa precede Veramente l’Universo?

proviamo sotto un altro aspetto,
il Big Bang ha creato tutto …
prima c’era il nulla, il vuoto, l’assoluto
ma
questi tre elementi,
per quanto “vacanti”,
sono essi stessi qualcosa …
È qui il cerchio infinito
oltre il quale la mente non osa.
portando un po' avanti la cogitazione,
seguitemi con attenzione,
se questo cerchio infinito è lo zero,
ed ora si fa sul serio,
allora noi ed il “tutto” cosa siamo?
esistiamo!?
… Potremmo essere energia …
propensione tra meno uno ed uno,
ma non è così, la vera risposta
non la conosce nessuno.

soffermiamoci sul niente,
chiamiamolo sempre “zero”,
guardandolo attentamente,
riesce ad andare avanti e indietro
il nostro pensiero?
il fatto che ci riesca annulla lo zero.
quello “zero”
esiste perché io lo penso,
o è il mio pensiero
esiste grazie allo zero?
sembrano tutti strani giochi di parole,
queste domande non sono le sole …

possiamo pensare all’origine del tutto,
a ciò che precede il creato,
la radice È il frutto …
e niente di tutto questo è stato.

se ho ancora la vostra attenzione,
vi dico per semplificare,
le cose esistono ad un’unica condizione:
perché le possiamo pensare.
e’ il valore che diamo a qualcosa
che la rende rilevante,
se non potessimo pensarla
sarebbe inesistente.

se dal dualismo siamo partiti,
nel monismo siamo finiti …
inevitabilmente: “Tutto e Niente”.

fatevi pure una risata
vi si avvicina il Tath?gata:
“colui che viene e va allo stesso modo”
ben rappresenta il nostro “approdo”.
uno stato dell’essere, ontologico,
direbbe qualcuno,
che va al di là del logico:
lo zero è un tutt’uno.

ancora, il concetto di percezione,
allora, non è che un “alone”?
È il nostro modo di “vedere”
noi stessi ed il mondo,
lega le frontiere,
si pone tra di noi e lo sfondo.
non siamo solo osservatori,
ma anche dei creatori,
creiamo e diamo significato:
tutto è un derivato …

se ci penso, sentiamo il bisogno
di dare un senso anche ad un sogno.
della nostra vita ci creiamo una storia,
ben impressa nella nostra memoria.
quando ci raccontiamo agli altri
per quanto possiamo esser scaltri,
diventiamo frutto del nostro pensiero,
sintesi di ciò che riteniamo vero.

la realtà esiste dunque?
non è una domanda qualunque.

le quantità fisiche sono relazionali,
ma se li si osserva o no,
i fatti restano uguali.
detto in maniera esaustiva,
la realtà è oggettiva,
è l’osservatore
che le dà il colore.
È un flusso a sé stante
che diventa importante
solo grazie a noi gente.
mi direte con stupore:
“Se un albero cade fa rumore,
a prescindere dall’osservatore!”
È così e non mi stupisce,
nessuno lo smentisce.
la realtà quella quantistica,
diciamo la più realistica,
non può che considerare,
in primis chi sta a osservare.
una particella esiste
perché qualcuno vi assiste;
dov’era prima della misurazione?
neanche nell’idea di ammissione.

la percezione è una lente,
un misto di vista e ragione:
inganno costante!
serve a convincere l’essere umano
di non esistere invano.
ecco che diamo significato e valore
anche al più piccolo bagliore
ed ognuno gliene dà uno diverso:
una delle fregature dell’Universo!

mi piace fare l’esempio di una “parola”.
la realtà è il significante
ma,
non meno importante,
È la percezione
significato dell’equazione.

non sembrerebbero altruisti,
col genere umano per inteso,
si sono avvicinati i nichilisti
a ciò che abbiamo appreso.
sembrano apatici, antipatici
ed anche un po' egoisti ma
sanno che i fatti sono questi:
manca lo scopo, non c’è risposta,
questa domanda è fatta apposta,
non risponderemo né io né Te,
la domanda è: perche’?
questo nichilismo,
non è il punto d’arrivo,
fate attenzione a quello negativo!

dio è morto,
ci siamo abituati al suo Silenzio
concetto assai prezioso
a chi ne ha capito il senso …
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

fonti E spunti di RIFLESSione:

secondo l’interpretazione di Copenaghen, Domande come “dov’è una particella quantistica prima di misurarne la posizione” sono prive di senso, in quanto, per l’appunto, la posizione di una particella non è determinata finché non la si misura, e anzi, ancora una volta, il processo di misura concorre a determinarla.

i fatti sono oggettivi e indipendenti da chi li osserva”. Ossia che la realtà (almeno quella quantistica) è definita solo rispetto al suo osservatore.

tre livelli di coscienza:

- coscienza ordinaria (quella che si immedesima con il contenuto di ciò che ci circonda(realtà) e che
serve alla sopravvivenza)

- coscienza consapevole: in questo secondo livello, la coscienza comincia a diventare consapevole di se stessa. In altre parole, noi diventiamo consapevoli del fluire della coscienza, consapevoli del fatto che il contenuto è una funzione del fluire della coscienza. A questo livello di coscienza sono stati dati molti nomi diversi. Eckhart Tolle la chiama presenza, J. Krishnamurti la chiama consapevolezza, Gurdjieff la chiama “ricordo di sé”. Osho solitamente lo chiamava “l’essere testimone”. La coscienza consapevole è intimamente connessa con il nostro potenziale spirituale, con l’Essenza e la nostra capacità di esplorare la nostra realtà interiore. E’ in questo livello che avviene la vera trasformazione personale. Noi cominciamo ad indentificarci con la coscienza più che identificarci unicamente con gli oggetti della coscienza. Cominciamo a sviluppare le capacità dell’uomo multidimensionale integrando le differenti qualità dell’Essenza. Sviluppiamo un ego consapevole e la capacità di esplorare la nostra psicologia personale e la soggettività dell’anima. Il campo in cui abitiamo è il campo dell’Essenza. Questo campo corrisponde grosso modo al campo della Fisica dei Quanti.

- Il terzo livello di coscienza è la coscienza universale o coscienza pura. Questo livello è associato all’Assoluto, all’Essere e all’ All-and-Everything, il campo illuminato dell’esistenza. Esso è spesso chiamato in differenti modi, come coscienza trascendente, coscienza indifferenziata, coscienza transpersonale e così via. L’espressione di Bodhidharma «no mente» e quella di Buddha «one suchness» puntano entrambe verso questa realtà, così come l’idea di Krishnamurti di «consapevolezza senza scelta». Non vi sono scelte da fare perché la coscienza universale è un’unica salda, indivisibile realtà. One suchness. Un solo essere.

- Questo terzo livello di coscienza tende a porsi oltre ogni elemento culturale, ogni religione, ogni simbolo, ogni pratica spirituale e così via. Tuttavia, senza meditazione o qualche tipo di pratica di consapevolezza, la nostra identificazione con il contenuto tende ad aumentare e la nostra esperienza di coscienza pura tende a diminuire.

- E’ possibile collegare questi tre livelli di coscienza al sistema Raja Yoga, ma si tratta soltanto di un collegamento generico che non è completamente simmetrico. La coscienza ordinaria corrisponde all’ antakarana (ego). La coscienza consapevole corrisponde all’atman (anima, vero Sé) e la coscienza pura corrisponde al Brahman (l’Assoluto, la coscienza universale). Queste tre categorie di coscienza sono in effetti inseparabili fra loro e ognuna di esse agisce come una porta per l’altra. L’una non è più alta o migliore dell’altra. Esse sono connesse con il dinamico fluire della coscienza stessa e con i mutamenti nella natura di quel flusso. Il corso della coscienza diventa più raffinato, più delicato e più chiaro quando noi facciamo esperienza della coscienza pura mentre diventa più denso e vischioso quando passiamo all’attività egoica della coscienza ordinaria.

- I tre livelli di coscienza si sovrappongono in modo tale che ciascuno apre le porte agli altri livelli di coscienza. Nella coscienza ordinaria vi potrebbero essere esperienze elevate che ci fanno intravedere la coscienza consapevole. Allo stesso modo, le nostre esperienze di coscienza consapevole possono anche cominciare ad aprirci alla vastità delle dimensioni senza limiti e del terzo livello di coscienza pura.

- Vi è un racconto della tradizione indiana che parla di un ricercatore spirituale che stava meditando alla periferia di un villaggio. In una visione, il dio Shiva gli si presenta dinanzi e gli chiede di andare a prendere un po’ d’acqua in un’ abitazione vicina. Il ricercatore va alla casa e bussa alla porta. La proprietaria della casa e sua figlia si affacciano all’uscio. L’uomo è invitato ad entrare e, mentre aspetta per l’acqua, nota la bellezza della ragazza. Viene invitato a restare per pranzo e una cosa dopo l’altra… Sposa la giovane, la coppia ha tre figli e continua a vivere nel villaggio finché un giorno arriva un’inondazione. Ad uno ad uno i membri della famiglia annegano nell’inondazione ad eccezione dell’uomo, che viene trascinato su un terreno più in alto. Stordito e malconcio, il ricercatore rinviene e vede il volto di Shiva che lo guarda fisso dall’alto. «E allora che ne è stato dell’acqua?» Shiva domanda.

- Il senso è che il ricercatore si era perduto nella terra piatta, al livello della coscienza ordinaria. La sua vita divenne un dimenticarsi di sé piuttosto che un ricordarsi di sé.
  • Attualmente 2.33333/5 meriti.
2,3/5 meriti (3 voti)