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Pubblicata il 09/05/2025
caos

muovendosi fuori dall’abitudine,
nel disordine dei pensieri,
dove l’incerto genera inquietudine,
dove l’impossibile scuote i criteri
non esiste ciò che non è vero,
triste ne dispero,
al contempo inizio e fine
dell’infinito attorno allo “zero”.

un giudizio, un atto, un concetto,
un qualunque pensiero affisso al muro delle convinzioni
è pur sempre ad Esso soggetto:
il caos prende le vere decisioni.

È Lui, d’altro canto, a regalarci meraviglia e,
abisso del possibile,
ci dona l’Emozione … che ne è figlia.

senza perder mai la vera rotta,
aderenza alla strada scelta,
avrebbe più senso vivere … in maniera distratta.

inutile soffermarsi sulle avversioni
siamo solo delle oscillazioni,
credendoci i primi in tutto
dimentichiamo il tumulto
che è il vero ordine delle cose
per quanto ci paiano tortuose …

più che disordine è un vuoto,
“spazio tra terra e cielo” lo hanno definito,
ci muoviamo in Lui abbracciando l’ignoto …
ecco che nessun respiro è scontato!

se ce l’hai dentro sei a buon punto,
di cosa non saprei
ma, venendo da dove sarai giunto
ti confonderei.

e adesso è qui con noi,
ora che sono un po' perso,
che poi è lo stesso oblio
all’origine dell’Universo.

quindi, se è in Te non temere,
senza vuoto non ci sarebbe spazio
né persone Vere.

non va confuso con eventi nefasti
la melodia del caos
prescinde dai tasti.
non c’è motivo di disperare
vuoi o non vuoi Lui torna a mescolare,
e le carte che hai in mano
sono soltanto uno strumento
proprio come lo è il tuo prezioso TAlento
… perché alla fine nessuno vincerà la partita:
è giocare l’unica via d’uscita.

ai maniaci del controllo
dico con affetto
provate anche voi il tracollo
del “nulla è predetto”.

tutto ha un senso finché glielo diamo
dalla goccia di rugiada ad un “Ti amo”.
con un piccolo sforzo di immaginazione
prova la deriva e percepisci ogni emozione.

rendiamoci conto delle convenzioni sociali,
capiremo quanto sono banali.
incontriamoci fuori dagli schemi
e … schernitemi pure per i miei “poemi” …
ma vedrete che lì non ci sarà spazio per il giudizio,
vige il caos in questo luogo fittizio!
nessuno sarà padrone dell’altro,
niente meritocrazia dello scaltro.
un luogo d’anarchia?
perché no!? Viva la follia!

consideriamo Stupido chi si meraviglia,
folle chi perde la briglia,
debole chi ama,
ricco chi ha fama …

… E se facessimo la spesa in pigiama?

il Caos è la vera musa,
nemico per una mente chiusa.
lo rimproveriamo tanto ai bambini
proiettando loro i nostri fini,
promuoviamo l’ordine e la disciplina
compiacendoci dei solchi dove si cammina.

caos è L’iberta’ D’azione ma
non va dimenticata la propria “VOCazione”,
nel vuoto ci si potrà anche perdere …
non ci aiuterà la bibliomanzia
né seguire una scia.

basterà guardarsi dentro,
il caos è l’infinito
ma sei tu il centro.
permani in ogni tuo attimo di Vita,
ama le sensazioni del presente,
guarisci qualche ferita,
scambia un sorriso con un altro viandante.

[A “Merlino” che mostrandomi il caos
mi ha regalato l’umiltà della gratitudine.]
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