PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 06/05/2025
Taumaturgia di un Istante

Mi spingo, bluastro,
nell’oltre dei cieli,
guardando i rimasugli
di una carne scaduta
per cui sono incerti i rimpianti,
i fulmini sulla pelle
non bruciano più.

Non stavo bene,
sulle guglie di Nôtre Dame,
appuntite e devastanti,
ero un gobbo mostruoso
nello specchio opaco
d’altri occhi oscuri,
poi, il salto nel vuoto.

Su raggi lunari
avvolgo l’anima sottile,
la gravità è più leggera.
  • Attualmente 3/5 meriti.
3,0/5 meriti (1 voti)

la tua introspettiva trova sempre una navicella dedicata che ti proietta nell'universo. la tua anima è un cosmonauta..

il 06/05/2025 alle 11:38

Mi piace moltissimo la tua definizione cosmonautica, grazie!

il 06/05/2025 alle 11:43

In un istante si è verificato qualcosa di miracoloso, una decisione istantanea ed improvvisa .Prima ci si era posizionati su Notre Dame dove si pensava che si sarebbe stati a proprio agio , sia dal punto di vista dello spirito sia dal punto di vista del corpo. Ma le guglie appuntite della cattedrale provocano dolore , ci si sente a disagio , quasi come Demetrio, il gobbo di Notre Dame; quindi ci si dirige in un posto che si crede migliore , nell’alto dei Cieli ma quello non è un posto che fa stare bene , manca l’aria e si diventa cianotici e la carne ‘’scade’’ (perché il corpo è inesistente ) Quindi improvvisa la decisione : ci si butta giù e miracolosamente non ci si schianta al suolo ma si ‘’alluna’’ dove finalmente si prova benessere sia per l’ ’’anima sottile’’ che per il corpo , che non pesano più , perché la gravità è più leggera. Le decisioni migliori sono a volte quelle improvvise . Ti abbraccio Eos

il 06/05/2025 alle 13:43

Grazie Eos, carinissimo il tuo commento, mi è proprio piaciuto! Un abbraccio. Ax

il 06/05/2025 alle 14:38

"Traumaturgia" unisce trauma e teatro, un modo di rappresentare un trauma attraverso la narrazione come una scena teatrale di qualcosa avvenuta in un istante. IL poeta si spinge un luogo lontano(Il "bluastro nell’oltre dei cieli") È lo spazio della riflessione dopo un’esperienza di dolore o di smarrimento con il suo corpo o la sua anima ("carne scaduta") consumato dal dolore e non ha più vitalità .I "fulmini sulla pelle" non bruciano , il dolore non si sente più, come l’apatia che arriva dopo la sofferenza. È la perdita dell’integrità o dell’identità, vista attraverso gli "incerti rimpianti", cioè attraverso una memoria sfocata, dove il passato è doloroso ma non più definito. È il segno forse dell’evoluzione di chi ha attraversato il dolore e ne è uscito trasformato. La scena si sposta poi "sulle guglie di Notre-Dame", "appuntite e devastanti", dunque pericolose, come lo è lo sguardo della società.Il poeta era stanco di vivere come Il "gobbo mostruoso" richiama chiaramente Quasimodo, ma qui non è solo un personaggio: è simbolo di chi si sente deformato, giudicato, imprigionato "nello specchio opaco di altri occhi oscuri", cioè nel riflesso che il mondo ci rimanda. È una denuncia della crudeltà dello sguardo altrui, che non vede l’anima, ma solo l’apparenza. Infine, arriva "il salto nel vuoto", come atto liberatorio La chiusa dà un senso di sospensione e sollievo. La luna, da sempre legata al sogno e all’inconscio, avvolge l’anima in una luce nuova. Qualcosa si è sciolto, forse una sofferenza, forse un’identità imposta.Bel testo come sempre...Abbracci.

il 06/05/2025 alle 21:42

Grandissimo commento, Ninetta, ti ringrazio anche del neologismo cui non ho pensato, del genere che amo., un abbraccio, buona serata!

il 06/05/2025 alle 22:14