Sono convinto tu tema l'ampia scelta, ma alla fine scegli l'originalità del tuo pensiero e della tua espressione. quel dare "titolo" è già preludio di qualcosa da guadagnare e non da perdere. gli attori umani sono fantocci che non sanno vincere ma ahimè, sapessero perdere!
Grazie del tuo commento profondo, hai ragione, comunque, abbiamo tutto da guadagnare… se siamo attenti e fortunati. Buona giornata
“Davanti al Signore”, ma anche davanti a se stessi, in una dimensione quasi sacrale di resa dei conti interiore. La prima frase, “Adesso che ho tutto non ho più niente”, apre il testo con una contraddizione fortemente drammatica, che riflette la sensazione paradossale di vuoto nel pieno. È il sentimento di chi ha raggiunto obiettivi materiali o apparenti certezze, ma si ritrova disarmato di fronte al senso. "Potrei fare mille cose..." mi ricorda Sartre...la consapevolezza che ogni decisione comporta la perdita di infinite altre possibilità.Il tempo scivola via in uno spazio spoglio, senza riferimenti, senza memoria,in un moto circolare che annulla ogni progresso.Infine,una critica all’identità costruita, recitata, dove il senso sfugge e resta solo l’atto del recitare.Amara nella sua realtà.Abbracci
Grazie del tuo commento che è ormai appendice necessaria ai miei versi! Un abbraccio notturno