PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/04/2025
Ante Dominum

Adesso che ho tutto,
non ho più niente.
Ho solo tutto da perdere
e l’ansia del vuoto
rende nullo ciò che ho.
Potrei fare mille cose
se la scelta non le distruggesse.

Vedo i giorni cadere
dalle pareti nude,
non riesco a fermarli,
rimango seduto
a guardarmi l’ombelico,
da dove tutto nasce
e tutto muore.

Gli attori umani
sono immersi nei personaggi,
ma la trama è solo finzione.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Sono convinto tu tema l'ampia scelta, ma alla fine scegli l'originalità del tuo pensiero e della tua espressione. quel dare "titolo" è già preludio di qualcosa da guadagnare e non da perdere. gli attori umani sono fantocci che non sanno vincere ma ahimè, sapessero perdere!

il 30/04/2025 alle 14:01

Grazie del tuo commento profondo, hai ragione, comunque, abbiamo tutto da guadagnare… se siamo attenti e fortunati. Buona giornata

il 30/04/2025 alle 14:19

“Davanti al Signore”, ma anche davanti a se stessi, in una dimensione quasi sacrale di resa dei conti interiore. La prima frase, “Adesso che ho tutto non ho più niente”, apre il testo con una contraddizione fortemente drammatica, che riflette la sensazione paradossale di vuoto nel pieno. È il sentimento di chi ha raggiunto obiettivi materiali o apparenti certezze, ma si ritrova disarmato di fronte al senso. "Potrei fare mille cose..." mi ricorda Sartre...la consapevolezza che ogni decisione comporta la perdita di infinite altre possibilità.Il tempo scivola via in uno spazio spoglio, senza riferimenti, senza memoria,in un moto circolare che annulla ogni progresso.Infine,una critica all’identità costruita, recitata, dove il senso sfugge e resta solo l’atto del recitare.Amara nella sua realtà.Abbracci

il 30/04/2025 alle 22:53

Grazie del tuo commento che è ormai appendice necessaria ai miei versi! Un abbraccio notturno

il 30/04/2025 alle 23:06