L’“ora nona” richiama un tempo sacro o sospeso, in cui si consumano incontri silenziosi tra spiriti indomiti, alla ricerca di una verità che sembra filtrare tra le pieghe del mistero e della bellezza. La luna, con la sua forza ammaliatrice, diventa musa silenziosa, lasciando i suoi “veli” sui tasti di un pianoforte, dove risuona — muto ma percepibile — il canto di Eleonora, forse emblema di un passato idealizzato. Il paesaggio evocato è quello di un “campo di fragole”, che richiama immagini psichedeliche e nostalgiche (Beatles?)(Bergman?), dove sogni multicolori si dissolvono come la rugiada al sole, lasciando dietro di sé un velo di malinconia. La seconda parte del testo si concentra sulla memoria, che si fa suono e ritorna attraverso una “chitarra mai scordata” — simbolo di ciò che è stato amato e mai dimenticato.. Bel testo. Abbracci.
Grazie Ninetta, aggiungo che hai perfettamente centrato il doppio riferimento Beatles+Bergman, come sai da me entrambi apprezzati, come guide, fra le tante, della mia vita. Un abbraccione!