La poesia Feromoons è un viaggio sensuale, intellettuale e spirituale all’interno dell’identità femminile. Feromoons unisce “feromoni” e “moons”, evocando da un lato la dimensione istintiva, animale, dell’attrazione, e dall’altro quella ciclica, misteriosa, lunare — tipicamente femminile. È una poesia che esplora la libertà del corpo, la fertilità della mente, e infine l’approdo a una verità interiore, quasi alchemica. “Porto a spasso le mie lune bionde / un po’ scollate”. La protagonista si muove nel mondo mostrando il proprio corpo con leggerezza e fierezza, consapevole della propria femminilità. Il verso successivo, “un dispetto alla mezzaluna verde”, una ribellione, ironica, elegante,una ribellione alla tradizione o a un codice morale che vorrebbe controllare il corpo femminile. Segue la dichiarazione più lirica del testo: “La libertà ha il colore dolcissimo del miele”. Qui la libertà non è solo conquista, è piacere, bellezza, dolcezza. Il miele diventa simbolo della femminilità libera: qualcosa di naturale e prezioso, che si produce senza forzature.La poesia poi si approfondisce entrando nella sfera interiore e creativa. “Trivello terra feconda trovando tesori / in-narrabili pensieri” è un’immagine di esplorazione dell’inconscio, della mente fertile, capace di generare pensiero come la terra genera vita. “gioielli e silenzi” che ne emergono sono la sostanza stessa della poesia, del suono e del non detto. Il verso “per un quartetto d’archi / che ha smarrito le frecce nei molti cuori / sfacciati” aggiunge complessità: l’armonia (il quartetto d’archi) sembra in crisi, confusa da un amore disperso, da una molteplicità di passioni che non colpiscono più nel segno. I cuori “sfacciati” sono forse amanti superficiali, o emozioni senza profondità.Il verso finale di questa sezione, “come un prisma di Swarovski”, chiude con un’immagine ambivalente: splendore e artificio, bellezza molteplice ma anche costruita. La protagonista è brillante e sfaccettata, ma sa che anche la luce può ingannare.Il colpo di scena arriva con la chiusura: “La recherche è finìe / ho trovato la pietra filosofale / in una mente sintonica: una dimensione quasi mistica. Il richiamo a La recherche di Proust è esplicito: la lunga ricerca del tempo perduto, dell’identità profonda, dell’essere. Ma la protagonista afferma che la sua ricerca è finita: ha trovato la pietra filosofale, la trasformazione assoluta — che in questo caso non è un oggetto materiale, ma una mente sintonica. Una mente capace di vibrare in armonia con la propria, di comprendere, rispecchiare, completare. una connessione profonda con un altro essere pensante. È qui che si compie la vera alchimia: nella sintonia tra anime- Emozionante!abbracci.
Grazie Ninetta, emozionante è anche il tuo ricco commento, che è da conservare accanto ad ogni poesia scritta, con tutti gli altri. Lieto abbia decodificato perfettamente anche il titolo... La tua profondità è inarrivabile! Un abbraccio!
Durante la meditazone la pietra di mezzaluna verde fa aprire il chakra del cuore , che fa da guida invece tu per dispetto ti affidi alla guida delle lune bionde che rappresentano l’attaccamento alla terra dalla quale trai grandi ricchezze:’’pensieri-gioiello e silenzi’’ utili per un concerto di archi, forse un concerto d’archi di Beethoveen nel quale trovi lo scopo della tua ricerca: una mente simile alla tua. Come a dire che la musica vale più di molti cuori sfaccettati come un ‘’prisma Swaroski’’. Ironica e divertente Ti abbraccio Eos
Grazie carissima, la tua visione apre nuovi spazi e scenari all’esca dei miei versi! Buona notte, un abbraccio. Ax
Il tuo intento inconscio era quello di trovare quella Pietra che, per l'appunto, dà a tutto un senso consolidante! Percorso parallelo che ha ridotto il tempo di conquista! Ben scritto.