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Pubblicata il 25/04/2025
Ismaelina era stata una ragazzotta sempliciotta,
non essendo più maritabile come giovanotta,
in un ristretto ambiente avendo lasciato assaggiare la propria potta
quasi ad ogni paesano, senza neanche lucrare un tanto a botta,
e, soprattutto, nutrendo aspirazioni ignote alle fanciulle affini,
si spinse ben oltre i propri confini.

Sicche', da bella e curvilinea Baggiana,
scese a Roma dai cocuzzoli della val Brembana.

Colà soffriva assai per qualche particina da attricetta,
sebbene alle audizioni non lesinasse mai pompinone o pugnetta,
ma in compenso s'offriva sempre a buon fine come Puttana,
ne' stava tanto a sottilizzare tra Casta Diva e Porno Diva.

L'incontrai a li Castelli, sul set d'un Pornazzo,
in una folla di locali, che lascivi si toccavano il pacco,
e qualcheduno malandrino accennava a cacciare pure il c@zzo,
alla vista della paciocca d'un simile tocco.

Disse il Regista al suo Agente, pappone, e pure fattone:
"dicitinciello a 'sta Baldracca vostra che scopra le chiappe,
Carnevale o meno, presto le fioccheranno c@zzi in culo come frappe",
al che la fanciulla si commosse, come tante Troie un tempo commesse:

"quel mazzolin di culo, che vien dalla montagna,
e bada ben che non si bagna,
e bada ben che non si bagna,
che' lo devo regalar, lo voglio regalar al mi Moroso,
al mi Moroso, romanticone e mai bavoso,
che pisciando dal ginocchio mai si lagna,
perche' non ci capisce una sega che faccio da cagna,
sissignore ai vecchi porci fò io da cagna,
ma non mi state a far la lagna,
Francia o Spagna, basta che a smoscià c@zzi pur se magna!".

E persino io, un vecchio Magistrato d'ufficio prepensionato,
ossia dalla casta salvato,
per aver subornato, corrotto, e inculato,
fui colto da un 'Delirium Tremens' a sfondo sessuale,
al punto che mi prese a cantare farneticando proprio male:

"Oscenità! È una foto a culo nudo ad Albano,
co un grosso c***o dietro l'altro nel deretano!
Senti nell'aria c'è già, fetore di sborra stantia che va,
sarà il mio moscione dalle palle flosce,
innamorato d'una Fantesca alla quale garba 'l'acqua' in miezz'i cosce!
Sarò stato miracolato dalla musicalità del vernacolo,
almeno quanto dalla figura nuda e armoniosa, oltrechè dal bucio del culo!".

A fine riprese, così com'era, Ismaelina dal palco scese,
però io avevo ormai smarrito ogni ritegno,
eccezzionalmente in mano il c@zzo di marmo, e non di legno,
le ammollai un schiaffone violentissimo al culo, ma uno solo:

"bella cula, mi bisogna che mi fai da asina e da mula!!!".

Con mio grande stupidità il Regista non parve contrariato,
anzi, con lei affettuoso s'è felicitato:

"buono, pure stasera hai rimediato la centocinquanta,
brava bestiola, sopporti una soma per altre Strappone da coma,
non sarà certo una mazza in più fra le natiche che ti scanta,
tu che ad Ariccia di porchetta nel culo te ne sei sobbarcata proprio tanta!!!".
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