Questo testo si muove tra lirica esistenziale e riflessione disillusa, con uno sguardo che abbraccia la morte, la memoria e l’identità poetica. L’autore esprime un desiderio di semplicità e autenticità, contrapponendo l’umiltà di una croce solitaria alla vanità delle tombe monumentali. Il tema del tempo emerge con forza nella metafora delle "pecore da tosare", dove il presente diventa un gregge da governare, fragile e fuggente come l’infanzia evocata dai “cartoni animati”. La notte, figura centrale del componimento, è teatro di verità, follia e sensibilità: uno spazio fertile per idealisti, amanti e poeti. . Qui si rivela il contrasto con il giorno, definito “vecchia lingua del giudizio”, simbolo di razionalità e condanna.il testo non cerca risposte lasciado spazio al lettore per sentire, più che interpretare. Bel testo.Saluti