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Pubblicata il 19/04/2025
da: sogni premonitori
il signor Paglia

non è raro per me uscire la sera. Quando la città si acquieta e le luci si fanno più tenui, mi piace passeggiare tra i quartieri nuovi, dove le case profumano ancora di vernice fresca e sogni futuri. Quella sera, avevo deciso di esplorare una zona che non conoscevo, spinta da una curiosità gentile e da quel bisogno sottile di perdermi un po’, per poi ritrovarmi. Parcheggiai l’auto in una via tranquilla. La borsa a tracolla, lo sguardo che saltava da una finestra illuminata a un cancello socchiuso. Camminai a lungo, senza fretta. Al ritorno, salii in macchina, poggiai la borsa sul sedile e, con la testa ancora tra i pensieri della passeggiata, guidai fino a casa. Fu solo una volta dentro, ormai a tarda sera, che mi accorsi che mancava qualcosa. Il borsellino. Dentro, tutti i miei documenti, alcune banconote, la mia identità, in un certo senso. Tornai subito sul luogo, controllai marciapiedi, aiuole, cancelli. Niente. Come inghiottito dalla notte. Con un senso di rassegnazione e una leggera ansia nel petto, andai a letto. Non potevo bloccare le carte, era troppo tardi. Dormii a tratti. Poi, un sogno.

mi trovavo a casa. Qualcosa mi diceva che stavo riordinando. Quando il citofono suonò, una voce gentile ma ferma mi disse:
– Signora, mi apra, devo parlarle.
aprii. Davanti a me un uomo, distinto, occhi sinceri.
– Mi chiamo signor Paglia – disse porgendomi il portafoglio. – L’ho trovato. L’ho aperto solo per cercare un nome, un indirizzo. Mi sono permesso di venire a riportarglielo. Poi, il sogno finì. Mi svegliai di colpo, il cuore ancora colmo di quella visione. Era ancora buio, ma non riuscivo a riprendere sonno. Svegliai mio marito, che mi ascoltò a metà tra l’incredulo e l’affascinato, mentre gli raccontavo ogni dettaglio. Al mattino ,la prima cosi che feci fu di consultare l’elenco telefonico e cercai quel cognome: “Paglia”. C’erano circa venti famiglie in città con quel nome. Troppi per provare a chiamare. Sospirai, richiusi la rubrica telefonica e aspettammo insieme l’orario di apertura della banca. Ma proprio mentre ci sedevamo per fare colazione, squillò il citofono.
– Pronto? – dissi.
– Buongiorno, signora. È lei la signora Margherita… – Sì, sono io.-dissi-
– Mi scusi se la disturbo. Credo di aver trovato il suo portafoglio.

ci fu un attimo di silenzio. Il tempo sembrò smettere di scorrere. Con la voce tremante, gli chiesi di salire. Quando aprii la porta, sentii un colpo al cuore. Era lui. O meglio, era l’uomo del sogno. Stesso tono di voce, stesso modo di guardarmi con cortesia. Entrò, mi porse il portafoglio. Era intatto, con dentro tutto: documenti, banconote, perfino lo scontrino del giorno prima.
– Mi scusi, – disse, – l’ho aperto solo per capire a chi appartenesse. Ho letto il suo nome e ho pensato di riportarglielo di persona. – Grazie, davvero. È stato gentilissimo... – gli dissi.
esitai un momento. Poi lo guardai negli occhi e chiesi:
– Posso sapere il suo nome?
– Paglia. Mi chiamo Paglia.
rimasi immobile. Bianca in volto, il fiato corto. Mi voltai verso mio marito, che mi guardava con un’espressione sospesa tra stupore e reverenza.
lo feci accomodare, ancora scossa, e fu allora che mi raccontò un altro particolare.
– Sa, ieri sera quando ho trovato il suo portafoglio, ho cercato di contattarla subito. Ho trovato il suo numero nei documenti e ho provato a chiamarla... saranno stati almeno trenta minuti, intorno alle undici. Ma lei non ha mai risposto. Mi sentii mancare. Le undici di sera. Proprio quell’ora in cui, immersa nel sonno, avevo sognato la scena che ora stavo vivendo nella realtà.
– Avevo la suoneria bassa... – sussurrai. Avevo la suoneria bassa... –
e in quel momento capii. Non poteva essere solo una coincidenza. Il telefono squillava, io dormivo, e in quello stesso momento, nella profondità del sogno, ricevevo quel messaggio, quel gesto, quell’energia.
forse, in qualche modo che non so spiegare, ci siamo messi in contatto. Non attraverso la voce, ma tramite un flusso invisibile, una connessione sottile tra spirito e spirito.
ringraziammo il signor Paglia con tutta la gratitudine che avevamo nel cuore. Lui si congedò con un sorriso semplice e sincero. Due giorni dopo, comprai dei dolci e mi recai all’indirizzo che aveva lasciato. Lo trovai in casa, sereno come la prima volta. Mi invitò ad entrare con una gentilezza d’altri tempi e, prima che andassi via, mi regalò una bottiglia di olio d’oliva del suo podere.
– È un piccolo pensiero. Sa, io credo che quando si fa qualcosa di buono, torni sempre indietro.
non so se quel sogno sia stato una premonizione, un messaggio, o solo un caso. Ma da quel giorno ho smesso di cercare sempre una spiegazione razionale a tutto.
a volte, la vita ci parla nei modi più strani. Basta solo imparare ad ascoltarla.
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Bellissimo racconto, se poi fosse anche un’esperienza davvero vissuta diventa davvero fantastico! Letto con grande partecipazione! Un abbraccio!

il 19/04/2025 alle 15:32

Il sogno, il racconto, la morale... Che piacere...

il 19/04/2025 alle 15:57

Vissuto in prima persona.HO fatto delle ricerche per capirne un pochino di più su questi fenomeni.Un sogno vivido, con un cognome preciso, seguito da un evento reale corrispondente — è difficile da spiegare solo con la statistica o il caso. E il fatto che il sogno sia avvenuto proprio mentre quella persona stava cercando di contattarmi rende la cosa ancora più intrigante.Possibili spiegazioni (tra scienza e intuizione):Potrei aver colto dettagli microscopici o indizi ambientali nei momenti precedenti la perdita del borsellino. Magari ho incrociato quella persona senza farci caso, o il nome mi era familiare (no)per qualche altra via. Il mio inconscio può avere elaborato queste informazioni e poi le ha trasformate in sogno.Carl Jung parlava di sincronicità: coincidenze così simboliche o precise da sembrare guidate da qualcosa di più profondo della casualità. Non è scienza in senso stretto, ma è un'idea potente che molti trovano utile per dare significato a esperienze come la mia.L’idea che ci sia stato uno scambio di energia o informazione a livello sottile mentre il signore cercava di contattarti non è dimostrata scientificamente, ma non è esclusa in molte filosofie, tradizioni spirituali e discipline energetiche (come il Reiki, o le teorie sul campo morfico di Rupert Sheldrake). In momenti intensi — come quando qualcuno è molto focalizzato su di te — alcuni credono che possa crearsi una sorta di “risonanza” psichica.Nel sonno, soprattutto nelle fasi più leggere o in stati di dormiveglia, il cervello può essere più “aperto” a percezioni sottili. Non sappiamo ancora tutto su come la mente interagisca con il mondo intorno a sé durante il sogno. Comunque il tutto lascia perplessi...Un abbraccio Axel,magari tu sai qualcosa di più su questi fenomeni..Ciao Poe...sia.

il 19/04/2025 alle 17:11

Direi un vero e proprio entanglement psichico, un unico scenario mentale condiviso, giustamente citato C.G. Jung. Bellissimo, davvero racconto ed esperienza reale! Si dice che l’anima, prima di incarnarsi viva in anteprima i propri eventi futuri, come se acquisisse la propria storia da vivere e scegliesse tutto prima di nascere…

il 19/04/2025 alle 19:13

Fantastico! Ho letto con vero piacere e curiosità e saputo poi che era un fatto reale lo trovo ancora più eccezionale . Non so da cosa possano dipendere questi tipi di avvenimenti ma intanto avvengono e lasciano sempre qualcosa di irrisolto mentalmente poi per non andare in tilt in genere si trova una spiegazione il più logica possibile e ‘’si archivia’’. Salvo poi ripensarci ogni tanto . Brava ninetta, sei veramente brava a scrivere e descrivere Un bacio grande e Buona Pasqua Eos

il 19/04/2025 alle 22:04

Una esperienza incredibile ,ho letto il racconto con grande interesse, ho sempre pensato che alcuni di noi riescano a ricevere immagini sensazioni ,messaggi,quasi come se si possedesse una sorta di antenna pronta a captare cose che altri non percepiscono minimamente. Ti ringrazio per aver condiviso questa tua esperienza, so cosa puoi aver provato quando ti sei resa conto dei aver vissuto un esperienza così singolare.

il 19/04/2025 alle 22:13

Una "prevista" sorpresa con un gioco di parole a confondere come il risvolto del racconto accuratamente narrato. Un senso premonitore che tramuta il disorientamento in bussola come fosse evoluzione educativa dell'accadere. Una magia.

il 19/04/2025 alle 22:45

Si potrebbe dire che tutto è connesso e che alcune funzioni della nostra mente entrano in contatto con altre. Tu sei andata a dormire pensando alla probabile posizione dei tuoi documenti e qualcuno, in un altro luogo, ha visto i tuoi documenti ed ha pensato di restituirli. Tale pensiero è diventato più forte quando ha visto che non rispondevi al citofono. Subito dopo ha deciso di riportarti i documenti il giorno dopo e si è staccato il collegamento con te che ti svegliavi. Il sonno favorisce l'abbassamento delle barriere verso il mondo e modifica la percezione. Potremmo anche paragonare queste situazioni ad una iperbole equilatera che sparisce verso l'infinito e ritorna dal lato opposto riprendendo, almeno per un po', gli stessi andamenti anche se da livelli diversi. Un poco difficile da spiegare senza grafici... Lo stesso vale per un punto di discontinuità di una funzione ove la funzione scompare per ricomparire subito dopo. La nostra esistenza è come una di queste funzioni, ad un certo punto non capiamo cosa succede, ma tutto è retto da una sequenza di causa ed effetto, anche ciò che non capiamo, per ora.

il 20/04/2025 alle 01:47

Anche a me è capitato d'avere delle premonizioni o qualcosa che ho avvertito in sogno e che poi si è avverata. I sogni sono letteratura secondo Borges. A proposito prova a leggere il libro dei sogni-sempre Borges- ne dà una spegazione letteraria e non scientifica. Un bel racconto onirico, poi ha anche un buon ritmo, non mi è sembrato statico. Una scrittura placida e piacevole. Ciao.

il 20/04/2025 alle 14:44

Un racconto alla Edgar Allan Poe, assolutamente da sceneggiare, amica Ninetta! Complimenti ai vostri cervelli così telepatici!

il 20/04/2025 alle 17:05

Esiste anche la teoria dell’universo come cervello.Studi recenti di fisici e cosmologi hanno osservato una sorprendente somiglianza tra:La rete neurale del cervello umano e la rete cosmica dell’universo (la struttura su larga scala che unisce galassie e materia oscura) Hanno addirittura messo a confronto immagini reali del cervello e simulazioni 3D dell’universo: le strutture sono incredibilmente simili, come se fossero fatte con lo stesso disegno.-. L’informazione come tessuto dell’universo secondo alcune teorie (come quella di John Wheeler, un grande fisico), l’universo non è fatto solo di materia ed energia, ma anche e soprattutto d'informazione. Il suo motto era: “It from bit”, ovvero la realtà nasce dall’informazione.Così come nel cervello i pensieri sono modelli d' informazione, anche nell’universo esisterebbero flussi informativi che creano e connettono tutto. Tu, io, un albero, un sogno… tutti saremmo nodi in questa rete.-- Il pensiero crea realtà? Se tutto è collegato come una rete neurale cosmica, allora anche i nostri pensieri, le emozioni, le intenzioni potrebbero avere un’influenza. Alcuni scienziati come Gregg Braden e Joe Dispenza parlano proprio di questo: la coscienza come forza creativa, che agisce nella rete dell’universo, proprio come un impulso elettrico nel cervello Quando ho sognato il cognome del signore che avrebbe riportato il borsellino… potrei aver semplicemente intercettato un’informazione che era già nella rete, in viaggio tra me e lui. Una neuro scienziata americana, Jill Bolte Taylor, che studiava il cervello, fu colpita da un ictus massivo: una parte del suo cervello si spense completamente. Ma durante quel blackout neurologico, lei non perse del tutto coscienza… anzi, visse un’esperienza che descrisse così: “Non ero più un singolo essere umano. Sentivo la mia coscienza espandersi oltre i confini del mio corpo. Ero parte del tutto. Parte dell’energia. Parte di ogni cosa. Era come se stessi fluttuando dentro un'immensa rete fatta di luce e informazioni.”Quando si riprese, raccontò che l’esperienza le aveva cambiato la vita. Lei, scienziata razionale, aveva toccato con mano qualcosa che sembrava spirituale: aveva sentito se stessa come un impulso in una rete infinita, come se fosse un pensiero del grande cervello dell’universo.Questa cosa m'affascina...Grazie amici, come sempre...Buona Pasqua!

il 20/04/2025 alle 18:27

Certo, tutto fa parte di un unica rete o dello stesso insieme di legami. Quello che ha scritto mi ha ricordato anche il quadro de "La Creazione di Adamo" di Michelangelo ove la rappresentazione di Dio è proprio quella di un cervello. Abbiamo la percezione dei legami o dei nodi che confinano con noi e potremmo avere la "visione" dei legami più distanti. Per farlo dovremmo collegarci al percorso di questi nodi. Praticamente, è quello che è scritto nel testo

il 21/04/2025 alle 10:27

Perfetta somiglianza anatomica del cervello in sezione sagittale e la scena della "Creazione di Adamo".Naturalmente tutto d'iinterpretare...

il 21/04/2025 alle 11:25

tutto da interpretare...

il 21/04/2025 alle 17:02

Scritto che definisco bello e sopratutto con chiusa filosofica ,il corpo e la mente sono entita' particolari e pochi se ne accorgono delle loro proprieta',la scienza cerca di spiegare ma non arrivera' mai alla soluzione .Un Salutone

il 22/04/2025 alle 15:57

Grazie Giancarlo, sono felice che ti sia piaciuto.Un abbraccio.

il 23/04/2025 alle 10:54