Un testo dirompente, che propone una simbiosi irrinunciabile fra te e il tuo corpo e che induce a pensare ad un cappio ineluttabile intorno alla salute. Spero di aver interpretato malissimo questa tua e ti abbraccio con affetto.
Quando ci si carica troppo sulle spalle, cercando di far fronte a ogni aspetto della vita, dalla carriera alla famiglia, si rischia di trascurare la cosa più importante: noi stessi. Spesso, immersi nelle mille incombenze quotidiane, non ci rendiamo conto che il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di attenzione. Lo stress accumulato affatica e indebolisce il nostro sistema immunitario, rendendoci vulnerabili a malattie. Il vero benessere inizia nel prendersi cura di sé, ascoltando il proprio corpo e concedendosi momenti di respiro, perché solo così possiamo affrontare davvero tutte le sfide della vita.Axel hai interpretato bene,la salute, come molte altre cose nella vita, è qualcosa che spesso diamo per scontato fino a quando non viene messa in discussione, e allora ci rendiamo conto di quanto siamo fragili e vulnerabili.Carl Jung parlava di come l'inconscio possa influenzare la nostra salute, affermando che spesso trascuriamo i segnali interiori, le emozioni non riconosciute, e alla fine il corpo ci manda dei messaggi attraverso malattie o disagi fisici.E' il nostro modo umano di affrontare la realtà. In questi momenti, quando ci troviamo a fare i conti con la nostra vulnerabilità, siamo costretti a fermarci e a riflettere su cosa abbiamo fatto della nostra vita e su come stiamo vivendo, fisicamente ed emotivamente. È quasi come se il corpo, o l'esistenza stessa, ci costringesse a risvegliare una consapevolezza che prima era sopita.Grazie Ax, un abbraccio!
Certamente JUng, appassionato d'oriente, meglio di Freud ha capito le interazioni della mente (coscienza universale) e il corpo, attingendo alle pratiche Yoga, zen ecc. rovesciando o integrando il latino mens sana in corpore sano... e viceversa! Un abbrccio caro e auguri di cuore!
La crudeltà della vita è che spesso ti metti di fronte a scelte impossibili ma necessarie: non si possono scegliere tutti e due e bisogna amputare una parte di sé . In qualunque modo avessi scelto allora saresti stata una donna ‘’a metà’’ perché non potevi conciliare il bisogno del realizzare te stessa in campo lavorativo e il bisogno di realizzare quello di donna, in altre parole è la scelta frequente tra cuore e ragione , tra essere e voler essere , il che non è giusto ma non c’è e non c’era alternativa. E in qualunque modo avresti avuto poi dei rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato ma che non sarebbe stato comunque perché c’era sempre una parte di te, quella ‘’amputata’’ che avrebbe sofferto e reclamato la sua necessità di esistenza . La tua poesia è molto bella ed è tanto bella ed è tanto vera. Con affetto Baci Eos
Hai ragione eos, la vita è una sfida, il segreto è nel cercare di essere completi anche nelle difficoltà, senza dimenticare di ascoltare le nostre necessità profonde, che vanno oltre il lavoro e il ruolo che ricopriamo nella società. Non sempre è facile, ma penso che ogni esperienza ci insegni qualcosa su come fare un passo avanti, anche quando sembra che una parte di noi stia restando indietro.Una volta che il danno è fatto è difficile trovare risposte facili, e l'amarezza è inevitabile. Non possiamo tornare indietro e, purtroppo, a volte ci sono conseguenze che arrivano quando meno ce lo aspettiamo. Ma penso che anche in questo caso, possiamo imparare qualcosa, anche se non è mai la lezione che vorremmo. Forse l’importante è non perdere la speranza di poter ancora trovare un equilibrio, o di accettare che la vita non è mai perfetta. La strada per migliorare la salute è una maggior consapevolezza, sebbene difficile, che può comunque offrire delle possibilità, anche se non possiamo più cambiare il passato."Con affetto, un abbraccio.
Leggere il tuo testo bello, profondo, indicativo e reale è stato cone guardarmi dentro e compararmi a tutti gli aspetti del vissuto da te evidenziati. Bravissima