PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 04/04/2025
Quando il richiamo della carne
trama il suo riverbero
i fiori della perdizione;
petali specchiati
nei duplici scambi
d'apocalisse carnale.
oh, mia cara Parthenope
col tuo sguardo da bambina
il tuo corpo in eterno furore
la tua essenza plagia
la mia fantasia oltre i confini
mai perversa...
apoteosi del sogno
topoi dell'incanto;
i tuoi agili seni contrastano
l'incubo della cella desolata
di un poeta ammaliato
dal desiderio di vivere nel tuo Delta
profumato incenso
di una celebrazione marina;
nel pieno del contatto
imparerò qualcosa dai tuoi gemiti
torre di Platino
preghiera ribelle del suono
io vivo e muoio nel tuo corpo...
quale più triste penitenza
il non possederti nel reale
m'accontento della magia
delle tue parole
ammantato dal tuo corpo
nel peccato
consacrato alla visione.

a Celeste dalla Porta, attrice.
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La poesia è densa d' immagini sensoriali e di simbolismi potenti. La sensualità e la spiritualità si mescolano, creando un'atmosfera onirica e quasi sacra, in cui il corpo e la mente si fondono in un'unica esperienza. La figura di Parthenope (un nome che richiama la mitologia greca, associata a Napoli) viene idealizzata, quasi divinizzata, come una musa che guida il poeta attraverso il desiderio e la perdizione. La tensione tra la carne e lo spirito, la passione carnale e l'ascesi mistica, si intrecciano in ogni verso .Il poeta sembra suggerire che la bellezza e il desiderio possono trascendere i limiti della realtà, diventando una sorta di visione mistica e irrangiungibile.Bella.Saluti.

il 04/04/2025 alle 15:54