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Pubblicata il 03/04/2025
divorata dalla lingua
ti sembra un breve tratto
la cavità del solco sul
mio corpo rovesciato

nelle regole che
segue il mondo
la pelle cieca e aperta
di un decollo a smaltimento

che odore sconfinato
la prepotenza dei capelli
nel pudore abbandonato
dietro asfalti e carreggiate

e ora senza luce
ti occupi del tempo
con un camice sul collo
e lo sguardo incatenato
di un cadavere suicida.
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