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Pubblicata il 01/04/2025
Risucchio un po’ di sangue
nella siringa
e mi sparo in corpo l’elisir
che dà la vita,
e che la toglie.

in un taxi quasi m'addormento,
il coglione aveva veramente
l’aria del coglione
come quasi tutti i tassisti.
l’autonomo che paga le marchette
è veramente la forma di vita
piu spregevole
sulla faccia della terra.

arrivo scazzato all' appuntamento
come la morte in vacanza.
avevamo tutti e due un’aria
annoiata,
di passione nessuna traccia ,
ho capito che stavamo andando
a scopare in camera da letto .
ma ero troppo fatto a ero per fottere
e troppo fottuto per parlare e basta.
ero in un mondo tutto mio:
un’ottima soluzione sia per me
che per tutti i coglioni
che mi stanno intorno.

fa un gran sorriso a trentadue denti,
la maggior parte guasti
da tossicalcolizzata impenitente ,
aveva appena avuto un aborto,
un mesetto prima.
troppo schifo avrei avuto
per scoparmela,
ammesso che lei volesse scopare.
qualcosa doveva esserci rimasto,
lì dentro,
qualche schifezza, qualche avanzo,
o magari solo un’irritazione
o roba del genere.
oppure ero io che ero un imbecille.
veramente non ne capivo
molto di donne.
veramente non ne capivo
molto di niente.

non sono riuscito a trovare nient’altro,
c***o, zero ,
per riempire questo buco,
questo grosso buco nero del c***o
che mi sento qui in petto,
come un pugno...
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Come in altra sede. saluti.

il 16/04/2025 alle 10:08